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«Il sindaco deve andar via»

Tre consiglieri hanno lasciato la minoranza: c’è aria di crisi. L’opposizione: non ha più i numeri per governare.

Le dimissioni del sindaco Gianni Cruccu. È questo quanto chiedono alcuni consiglieri di minoranza e l’ex assessore Giovanni Mostallino, silurato dal primo cittadino. La crisi è lampante: i consiglieri dissidenti sono tre. Adesso minoranza e opposizione si equivalgono: 8 consiglieri da una parte e 8 dall’altra. Il sindaco rimane l’ago della bilancia.

Il sindaco Gianni Cruccu

Il sindaco Gianni Cruccu

L’ATTACCO Per Giorgio Olla è arrivato il momento di dare di nuovo la parola ai cittadini: «La maggioranza – sostiene l’esponente dell’opposizione – non ha più i numeri necessari e non risponde più alle esigenze di legge: deve prendere atto della situazione e deve dare ad altri la possibilità di amministrare questo Comune». Durissima Angela Canargiu, consigliere di minoranza: «Il sindaco deve andare a casa perché ha dimostrato incapacità a gestire la macchina amministrativa e il caos denota disorganizzazione dei servizi ai cittadini. Non si vedono progetti o iniziative per il paese. Stiamo arrivando ad una situazione di totale paralisi: chiedo alla restante maggioranza di decidere per il meglio dei sangavinesi. Questa lista ha vinto con un margine di 28 voti, ma ora ne perde 126 con il solo Mostallino». Sulla stessa linea il sindaco uscente Stefano Musanti: «L’azione politica è priva di peso e incisività. In tre anni e mezzo abbiamo visto pochissimi momenti di confronto su progetti rilevanti».

LA DIFESA E la giunta? Tutti gli esponenti respingono le accuse: «Non è vero che non c’è più la maggioranza – tuona l’assessore Paolo Onnisil sindaco ha preso 1403 voti mentre le preferenze dei consiglieri sono state 926. Siamo 9 ad 8. Le frizioni in maggioranza sono state create soprattutto da Giovanni Mostallino che voleva la poltrona di vicesindaco, ma il primo cittadino ha scelto utilizzando il criterio delle preferenze». Stesso discorso per l’assessore Giancarlo Corda: «Il sindaco deve continuare a lavorare e tenere fede al suo mandato».
Per il vicesindaco Bruno Deidda, nonostante le dichiarazioni e i voti (spesso) contrari di tre dissidenti, i numeri sono ancora ampi: «Fino a prova contraria la maggioranza è di 12 consiglieri perché non è stata formalizzata l’uscita di alcuni esponenti dalla maggioranza. Ci sono state solo dichiarazioni e quella che vuole essere una guerra santa contro il sindaco. I consiglieri si siedono dalle parti della maggioranza. Tutti gli altri sono desideri e speranze. Mostallino? A novembre ha restituito la quota di indennità che non gli spettava perché la sua richiesta di riduzione partiva dal 1° gennaio 2013. La causa vera della revoca è il suo scarso impegno sulle politiche giovanili».

LA SITUAZIONE Per l’assessore Stefano Garofano la maggioranza ora è più compatta: «La richiesta della minoranza è insensata. La crisi ora è finita: nessuno sta rimpiangendo l’assessore Giovanni Mostallino. È sufficiente chiedere alle società sportive».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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