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«Via Roma, non chiudete il rifornitore»

Nel 2013 l’impianto sarà trasferito in periferia: 200 firme contro la decisione.

Distributore di via Roma

Distributore di via Roma

Un secco no alla chiusura del distributore di carburante in piazza Cesare Battisti a due passi dalla vecchia stazione. È questo quanto chiedono più di 200 cittadini che hanno firmato una petizione per evitare che questa importante attività commerciale abbandoni il cuore del paese contribuendo a un ulteriore impoverimento di via Roma.

Per i commercianti il danno sarebbe notevole, come ricorda Isabella Lisci, titolare di una erboristeria: «Il distributore crea movimento e fa parte della storia di San Gavino. In questa zona del paese non c’è più nulla, sarebbe un duro colpo perché la gente quando passa si ferma per fare acquisti. Inoltre lo spostamento è in una zona periferica, dove però ci sono diversi centri commerciali». Sulla stessa linea Andrea Cirronis, che 8 anni fa ha aperto una rivendita di prodotti alimentari: «Chiudere questa attività, che favorisce l’afflusso di persone, sarà un’altra mazzata. Si perderanno posti di lavoro e il nuovo impianto sorgerà accanto ai nuovi centri commerciali. Da quando la stazione è stata spostata, nel 2007, la situazione è peggiorata».

Contrario allo spostamento del distributore è il consigliere Franco Serrenti che ha già espresso le sue posizioni in un accesso consiglio comunale dove si è scontrato con l’assessore all’Ambiente: «La richiesta di chiusura del distributore è nata da una richiesta dell’assessore all’Ambiente Paolo Onnis del 19 marzo 2010 indirizzata all’Eni e fatta all’insaputa di molti consiglieri. In seguito a questo invito di sfratto l’Eni individua un’area in via Maria Carta di fronte all’ospedale che – secondo i 9 consiglieri di maggioranza che hanno votato il provvedimento in consiglio comunale – sarebbe più sicura del sito attuale. L’impianto sorgerebbe a fianco ad una scuola elementare, al liceo linguistico, a un’area urbana in via di lottizzazione e nei pressi di diversi centri commerciali. Non c’è agli atti del Comune una imposizione regionale che obblighi lo sgombero del distributore: esistono solo generiche leggi di indirizzo. Lo spostamento svuoterà ulteriormente via Roma e impoverirà le attività commerciali già in difficoltà. Il distributore rappresenta uno degli ultimi baluardi economici produttivi del paese mentre lo spostamento non darebbe la certezza degli attuali posti di lavoro».

Ma per l’assessore Paolo Onnis c’erano dei rischi per la salute dei cittadini: «Non aveva senso avere una situazione di rischio ambientale e di incolumità per la gente. Quell’impianto opera in una situazione di precarietà e non è possibile adeguarlo alle norme per le acque di prima pioggia. Non è il primo distributore che chiude perché non rispetta le norme di sicurezza e di incolumità per i cittadini. Il nuovo distributore è in fase di autorizzazione per poter iniziare i lavori: aprirà entro il 2013 mentre il vecchio resterà in funzione fino a quando non funzionerà il nuovo servizio, come è stato approvato in consiglio comunale all’interno del piano carburanti».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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