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San Gavino Monreale
lunedì, 30 Novembre 2020

A San Gavino Monreale la 26esima marcia della pace

Emergenza sanitaria

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Arriveranno da tutta la Sardegna per dire un secco no alle guerre nel mondo. Così il 29 dicembre a San Gavino Monreale partirà la 26esima marcia della pace con partenza alle 15 dal parcheggio che si trova di fronte all’ospedale. E a questo tradizionale appuntamento di fine anno ci saranno bambini, giovani, adulti, anziani, sacerdoti, suore, sindaci, consiglieri regionali, provinciali, parlamentari esponenti di partiti politici e sindacalisti che cammineranno uniti sotto l’arcobaleno della pace.

XXVI Marcia della Pace
XXVI Marcia della Pace

Sarà ancora una volta una manifestazione gioiosa questa promossa dalla Diocesi di Ales – Terralba, in particolare dalla Caritas e dall’Ufficio Pastorale e Sociale del Lavoro, della Giustizia, della Pace e della Salvaguardia del creato, dal CSV Sardegna Solidale in collaborazione con il Comune di San Gavino Monreale.

Tema della XXVI Marcia della Pace è quello dato dal Papa Benedetto XVI alla Giornata Mondiale della Pace del 1° Gennaio 2012: “Beati gli operatori di pace”. La Diocesi di Ales-Terralba organizza la XXVI Marcia della Pace con l’intento di coinvolgere le popolazioni della Diocesi e della Sardegna, senza discriminazioni culturali, di fedi e di militanza politica.

DELEGAZIONE DAL GIAPPONE Presiederanno la Marcia e a daranno la loro testimonianza S.E. Mons. Arrigo Miglio, Arcivescovo di Cagliari, Presidente della Conferenza Episcopale Sarda e Presidente del Comitato Scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei cattolici italiani e una delegazione della diocesi di Nagasaki, dove cadde la seconda bomba atomica che uccise oltre 150.000 persone delle quali 8.500 cattolici.

LA BOMBA ATOMICA Per un raggio di un chilometro e mezzo non restò nulla, ma tra le ceneri venne in seguito ricuperata la testa della statua della Madonna Immacolata che il sig. Ulibani, membro della Milizia dell’Immacolata fondata da P. Massimiliano Kolbe, aveva portato dall’Italia. Così, le due immani tragedie della Seconda Guerra Mondiale, quella della bomba atomica su Hiroshima il 6 agosto del 1945 e su Nagasaki il 9 giugno 1945, e quella del campo di sterminio di Auschwitz, dove si sacrificò P. Massimiliano Kolbe, vengono unite.

LA MADONNA DI NAGASAKI E proprio di queste due immani tragedie mondiali la XXVI Marcia della Pace della Diocesi di Ales-Terralba fa memoria e sarà presente a San Gavino Monreale la Madonna di Nagasaki per bandire per sempre le armi nucleari, per contribuire ad un mondo senza paure, per camminare con coraggio sulla via della pace, costruire un mondo di amore e di fiducia tra i popoli, le nazioni e i singoli. Alle 10 è previsto l’arrivo della Madonna di Nagasaki nella chiesa di Santa Chiara dove alle 11 il vescovo Giovanni Dettori celebrerà la santa messa. Il giorno successivo la Madonna giapponese si fermerà la mattina dalle 9.45 nella parrocchia di San Niccolò a Guspini (La messa è alle 10) mentre alle 17 arriverà a Villacidro nella parrocchia di Santa Barbara dove alle 17.30 sarà celebrata la messa. <Accogliamo – rimarcano i componenti del comitato promotore – la Madonna di Nagasaki e la delegazione di Nagasaki che l’accompagna, marciamo per la pace, per la pace del Mondo, fraternamente uniti con un unico anelito: la Pace>.

APPELLO ALLA PARTECIPAZIONE Tagliato il traguardo dei XXV anni della Marcia della Pace è emerso in tanti la necessità di un modo nuovo di essere pur continuando il suo messaggio. <La Marcia della Pace – spiega Don Angelo Pittau, presidente del comitato promotore – ha avuto una forte connotazione territoriale pur aprendosi ai grandi temi della mondialità (dalla caduta del muro di Berlino, ai Balcani, all’Africa, al Medio Oriente, all’Iraq). Tema dominante è stato il lavoro, la giustizia sociale, il territorio, lo sviluppo. La Marcia di quest’anno ci chiede di essere cittadini del Mondo pur vivendo nei confini di una Sardegna emarginata. La delegazione di Nagasaki, la Vergine, reliquia del bombardamento atomico, l’appello al disarmo nucleare e di tutti gli armamenti, la denuncia dei crimini della Seconda Guerra Mondiale, il tema evangelico “Beati i costruttori di Pace” allungano i nostro cuore, il nostro sguardo, il nostro impegno>.

Fonte: Gian Luigi Pittau, La Gazzetta del Medio Campidano

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