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A San Gavino si “marcia per la pace”

In cinquemila hanno partecipato questo pomeriggio a San Gavino alla “Marcia della pace” indetta, per il 26/o anno consecutivo. Al corteo anche la Vergine di Nagasaki. L’arcivescovo Miglio: “E’ l’immagine della speranza”.

Vergine di Nagasaki

Vergine di Nagasaki

La “Marcia della pace” è stata promossa dalla Caritas e dall’Ufficio pastorale della diocesi di Ales-Terralba in collaborazione con il Centro servizi del volontariato Sardegna Solidale.

A guidare la marcia, partita dal piazzale antistante l’ospedale civile e conclusasi nella centrale piazza Marconi dopo un percorso di tre chilometri nelle vie principali della cittadina campidanese, sono stati l’arcivescovo di Cagliari, mons. Arrigo Miglio, il parroco della cattedrale di Nagasaky, padre Peter Sakae Hojima, e i vescovi delle diocesi di Ales-Terralba, Giovanni Dettori, e di Iglesias, Giovanni Paolo Zedda.

Ma idealmente in testa al corteo c’era il volto ligneo della Madonna di Nagasaky – rimasto esposto nell’altare maggiore della chiesa parrocchiale di Santa Chiara per tutta la giornata – l’unica parte superstite della statua della Santa scampata al bombardamento atomico del 9 agosto 1945 che causò 150 mila morti e la distruzione della città. La testa del simulacro fu ritrovata sotto le macerie e custodita poi in esposizione nella cattedrale di Nagasaky. Alla presenza del volto ligneo della Madonna, portato in Sardegna da un delegazione della diocesi della città nipponica, è stato dato il significato – come ha spiegato il presidente del comitato organizzatore della marcia, don Angelo Pittau – dell’unione di popoli così diversi e così lontani nella ricerca della pace nel mondo. Per la manifestazione di pace è arrivata a San Gavino gente da tutta la Sardegna.

Il lunghissimo corteo, variopinto e festoso, ha visto la presenza di una decina di sindaci con fascia tricolore, giunta provinciale del Medio Campidano, politici del territorio, organizzazioni sindacali. La manifestazione ha avuto il suo epilogo con gli interventi dal palco allestito in piazza Marconi. Prima i saluti del sindaco di San Gavino, Gianni Cruccu, poi un messaggio del presidente della Regione, Ugo Cappellacci, letto dall’assessore Antonello Liori.

Quindi l’arcivescovo Miglio che si è detto impressionato dalla grande partecipazione di folla. “La presenza del volto della Madonna di Nagasaky qui a San Gavino e ieri a Cagliari nel santuario della Madonna di Bonaria – ha esordito monsignor Miglio – fa pensare a due mondi lontani. Come lontani pensiamo siano i problemi di pace. E invece sono qui fra tutti noi, a San Gavino come a Nagasaky. Il tema della pace ha orizzonti lontane e radici sempre vicine“. Poi, l’arcivescovo di Cagliari ha ricordato che “non c’è pace senza lavoro” e a questo proposito ha ricordato i tanti problemi esistenti in Sardegna per un lavoro che non c’è.

Fonte: Unione Sarda online

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