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Un ristorante nel parco Rolandi

La Giunta spenderà 11.495 euro per lo studio di fattibilità. Protestano gestore, opposizione e alcuni cittadini.

Parco Rolandi

Parco Rolandi

Creare un’attività di ristorazione all’interno del parco comunale Rolandi e nello stesso tempo assicurare la manutenzione e la cura di tutta l’area verde. È questo quanto ha deliberato la giunta comunale approvando il progetto della società consorzio Ideas con sede legale in Lombardia, a Lodi, e operativa a Sanluri. Uno studio di fattibilità che costerà alle casse del Comune 11.495 euro e che ha mandato su tutte le furie l’attuale gestore del parco Sonia Concu, alcuni cittadini preoccupati del futuro dell’area verde e diversi consiglieri di minoranza.

LA PROTESTA «Ho gestito il parco – spiega la giovane 37enne – per quasi due anni senza costi per il Comune, assicurandone l’apertura e la pulizia. Spendere soldi in questo modo è inutile, con soli quattromila euro si sarebbero potuti rinnovare i giochi presenti, i tavoli e inserire le isole ecologiche. Sono molto dispiaciuta perché mi sono sempre battuta affinché il parco fosse sempre aperto a tutti e in particolare ai bambini. Chiunque sia venuto al chiosco-bar ha scoperto che poteva usufruire delle sedie pur mangiando un panino portato da casa. Se qualcuno investirà 200-300mila euro, il parco comunale diventerà il giardino del ristorante».

IL COMUNE Ma difende le scelte dell’amministrazione l’assessore all’Ambiente Paolo Onnis: «Il Comune ha la necessità di fare le cose in maniera chiara. Non possiamo sempre rimanere in una situazione provvisoria, che non permette di trovare chi vuole investire. Abbiamo chiesto questo studio per realizzare progetti compatibili: vogliamo creare dei posti di lavoro e superare il problema del rumore in una zona del centro».

I CITTADINI Critico sulla scelta di aprire un ristorante è il pensionato Antonio Garau: «Il parco è un bene comune ed è l’unico punto di ritrovo e svago per molte famiglie. Andrebbe valorizzato, anche creando aree apposite per le varie categorie di visitatori. Per il ristoro basterebbe avere dei gazebo in metallo e vetro. Aprire un ristorante difficilmente porterà utili al Comune. E l’ultima cosa che serve ed aggiungerebbe ulteriori difficoltà a quelli esistenti».
E se il pensionato Ignazio Porcu non è contrario alla creazione di un ristorante, vede male la spesa per il progetto: «Dare 11.500 euro ad una società che non opera in Sardegna è uno spreco: abbiamo tante esperienze nell’isola e non abbiamo bisogno di gente che viene da fuori».

L’OPPOSIZIONE Spara a zero il consigliere di minoranza Angela Canargiu: «Il fatto che si prenda per buona una proposta fatta da chissà chi e la si adotti facendola propria, denota la mancanza assoluta di una qualsiasi forma di programmazione da parte dell’amministrazione. Si spende questa cifra spropositata per fare che cosa?» Critico anche Giorgio Olla: «La storia del ristorante mi sembra fantasiosa. Un privato dovrebbe investire i soldi in un’area pubblica. C’è poi il problema dell’inquinamento acustico perché il parco è inserito in un tessuto urbano dove c’è un piano regolatore».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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