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Nessuno stupro: pensionato assolto dal gup

Il tribunale di Cagliari

Il tribunale di Cagliari

L’imputato ha un grave deficit circolatorio che ne limita determinate funzionalità; inoltre nel tempo il racconto della presunta vittima ha subito variazioni notevoli e sostanziali; infine, il reato che la donna sosteneva di aver subito è risultato essere quantomeno dubbio dopo le analisi effettuate alla guardia medica la stessa notte della denuncia. Così, sulla base di queste risultanze investigative, è crollata la ricostruzione di carabinieri e Procura e ieri a Cagliari il giudice per le udienze preliminari Giorgio Altieri ha ritenuto insussistente l’accusa di violenza sessuale cui una giovane ragazza polacca aveva giurato di essere stata sottoposta a fine settembre 2011 nelle campagne di San Gavino. Risultato: Antonio Cabiddu, 65 anni, pensionato di Ussaramanna residente a Baressa e domiciliato a San Gavino, è stato assolto con formula ampia come chiesto dall’avvocato difensore Giampiero Ferrando e contrariamente a quanto sollecitato dal pm (2 anni di reclusione).

L’ACCUSA L’uomo era finito in cella sulla base di quanto affermato dalla giovane extracomunitaria: a suo dire lei e l’imputato si erano conosciuti in un locale notturno dell’Oristanese e da lì, «con l’inganno», erano finiti nell’abitazione dell’uomo in località Su Pardu dove (in cucina) si era consumato lo stupro. Riuscita a fuggire, la ragazza aveva raggiunto la statale 197 e chiesto un passaggio a un automobilista che l’aveva accompagnata sino alla stazione di servizio Esso per chiamare i carabinieri. I militari nella casa di Cabiddu avevano trovato le scarpe, la borsetta e la biancheria intima della ragazza. L’imputato era stato arrestato.

LA DIFESA Col tempo però la difesa ha fatto emergere tante incongruenze: la donna ai primi soccorritori aveva detto che qualcuno la inseguiva per ucciderla (non aveva parlato di stupro, comunque Cabiddu non può correre per le sue patologie); poi aveva sostenuto che voleva violentarla con la minaccia di un’arma (mai trovata); quindi che avevano abusato di lei (ma alla guardia medica non era stato confermato). Inoltre quella notte in auto con Cabiddu e lei c’era una terza persona: il 65enne aveva dato loro un passaggio da un night di Terralba a quello di Bauladu, e proprio in auto erano state trovate scarpe e slip della ragazza. Infine, il marito della donna (proprietario del primo locale) aveva cercato insistentemente la moglie quella notte ma il telefonino era spento. Abbastanza per spingere il difensore a ritenere che lo stupro fosse stato inventato per altri motivi. E il gup ha assolto.

Fonte: Unione Sarda (an. m.)

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