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Raccolta dei rifiuti: patto tra San Gavino, Sardara e Pabillonis

I tre paesi stilano il bando per la gara d’appalto. Previsto il potenziamento dei contenitori.

Rifiuti

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A distanza di due anni Sardara mette fine all’odissea delle proroghe sulla gestione del servizio dei rifiuti solidi urbani. È pronta la gara per il nuovo appalto che coinvolgerà tre Comuni: Sardara, San Gavino, Pabillonis. Centri che provengono da esperienze diverse e che ora andranno invece a un appalto unico.

Se ne parla dal 2010, da quando l’amministrazione stava lavorando al progetto per stringere un accordo con l’Unione dei Comuni Terre del Campidano. Poi le cose andarono diversamente: Samassi, Serrenti, Serramanna scelsero vie diverse. E ora il paese delle terme stringe il patto con gli altri paesi dell’Unione e dà il via libera al maxi appalto.

A breve saranno pubblicati il bando e il disciplinare di gara che, fra l’altro, prevede un costo complessivo di circa 9 milioni di euro per 6 anni. Somma sufficiente a garantire il servizio senza appesantire la tariffa a carico dei cittadini, fatta eccezione per l’aumento previsto con la Tares, il nuovo tributo comunale a partire da gennaio sui rifiuti e sui servizi. «Abbiamo anzitutto preteso che fosse garantita la qualità del servizio di raccolta perché non si verifichino più le criticità con cui si è dovuto fare i conti nel passato», dice il sindaco Giuseppe Garau. «Non solo: a giorni le nostre famiglie avranno un contenitore per l’umido e un altro per il secco, eliminando così l’inconveniente di tappezzare le strade con buste colorate, antiestetiche e maleodoranti».

Un potenziamento dei contenitori in uso giustificato anche dall’ulteriore aumento del 50 per cento della Tarsu. L’imperativo categorico da parte dei sindaci interessati è che «la raccolta deve migliorare così come devono crescere gli interventi a favore della differenziata». Accordo unanime sul «rafforzamento dei controlli per contrastare il fenomeno dell’abbandono del sacchetto selvaggio e la formazione di discariche a cielo aperto». Un fenomeno piuttosto diffuso, nonostante la presenza dell’ecocentro e del ritiro porta a porta con regolarità.

Fonte: Santina Ravì, Unione Sarda

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