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Parco Rolandi, polemiche sul ristorante

Parco Rolandi

Parco Rolandi

Si accende la polemica sulla decisione della Giunta comunale di San Gavino di creare un’attività di ristorazione all’interno del parco Rolandi e sugli 11.495 euro spesi per uno studio di fattibilità affidato alla società Idea, che ha la sede legale in Lombardia e operativa a Sanluri.

Il paese è spaccato in due tra favorevoli e contrari anche perché l’attuale gestore Sonia Concu ha curato l’area verde per quasi due anni senza costi per le casse del Comune. Si schiera contro questo progetto Giuseppe Frau, titolare del ristorante Geppo. «Sono soldi buttati al vento. All’interno del teatro c’è un bar e una sala ristorante che non hanno mai funzionato. Che senso ha perdere soldi in questo modo? La ristorazione è ferma da oltre un anno: si lavora con i pochi clienti a pranzo mentre a cena non c’è quasi nessuno. Sono contrario non perché ho paura della concorrenza, ma perché chi investe ora si sta mettendo una fune al collo».

La crisi si sente e i soldi potevano essere investiti in modo diverso come ricorda Mauro Senis, che da 33 anni lavora nel settore della ristorazione. «Non penso che fosse il caso visto il numero di attività esistenti nel settore (7-8). Caso mai si sarebbe dovuto fare uno studio di quanti giovani non vivono più a San Gavino pur essendo ancora residenti. Il paese vive ora solo grazie alla cassa integrazione e alle pensioni. Per un’attività del genere all’interno del parco i costi di gestione sono spaventosi».

Ma tra i ristoratori c’è anche chi è favorevole come Giancarlo Sanna, uno dei quattro titolari del ristorante Santa Lucia. «Non penso sia una cosa sbagliata un ristorante dentro il parco: non toglie per forza clienti, ma la concorrenza dà l’opportunità di migliorarsi».

Favorevole anche Luca Vaccargiu, direttore sportivo della società Monreale 1936: «Il parco va valorizzato di più. La costruzione dei una struttura interna non privatizzerebbe nulla perché anche in altri parchi ci sono esempi simili. Casomai il Comune deve fare in modo che il parco rimanga tale e non diventi il giardino del ristorante».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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