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Acqua non potabile, vietato l’uso alimentare

EMERGENZA. Disagi a Guspini, Pabillonis, San Gavino, Sanluri e Sardara

Acqua torbida e maleodorante esce dai rubinetti delle case a Sanluri, San Gavino, Guspini, Sardara e Pabillonis a causa di un’elevata concentrazione di alghe nel potabilizzatore di Santu Miali a Sanluri. Lo ha comunicato Abbanoa ai cinque centri interessati e subito si è creato l’allarme tra i cittadini.

Acqua non potabile, vietato l'uso alimentare

Acqua non potabile, vietato l’uso alimentare

ACQUA NON POTABILE I sindaci, in attesa delle analisi dell’acqua da parte di Abbanoa e della Asl 6, invitano a non utilizzare l’acqua per usi alimentari. In sostanza è meglio non bere dal rubinetto, non utilizzare l’acqua per cuocere la pasta o lavare i denti. Abbanoa fa luce sul problema: «L’acqua grezza – fa sapere l’ufficio stampa – proveniente dal bacino del basso Tirso è arrivata con una rilevante concentrazione di alghe con produzione di acqua che potrebbe non rispettare i parametri previsti della normativa. Gli ultimi controlli effettuati danno il fenomeno in diminuzione».

NIENTE CIANURO Sono destituite di qualsiasi fondamento alcune notizie diffuse su internet che metterebbero in relazione tale situazione con fantasiosi collegamenti alle miniere di Furtei: non c’è alcun rischio per la salute. Oltre il 90 per cento dell’acqua distribuita in Sardegna proviene da bacini superficiali, come in questo caso, e per essere resa potabile ha necessità di particolari processi di lavorazione e filtraggio.

I COMUNI Si sono subito attivati per fronteggiare l’emergenza: «In attesa degli esami di laboratorio – spiega il sindaco di San Gavino Gianni Cruccu – abbiamo invitato la popolazione a non utilizzare l’acqua della rete per usi alimentari. Per il futuro stiamo pensando a una casa comunale dell’acqua potabile che possa servire nei casi di emergenza».

RACCOMANDAZIONI Si è subito mobilitato anche il sindaco di Guspini Rossella Pinna: «Sul sito internet del Comune abbiamo inserito subito le raccomandazioni invitando a non ingerire direttamente l’acqua». A Sardara il primo cittadino Giuseppe Garau ha fatto subito un’ordinanza sulla base della comunicazione della Asl: «Il tutto – rimarca – senza creare inutili allarmismi». Spiega l’accaduto il sindaco di Sanluri Alessandro Collu: «In questi giorni la pioggia a nord del nostro territorio ha spinto acqua mista a detriti e alghe e questo non ha reso possibile dare all’acqua le caratteristiche di trasparenza e assenza di odore».

POZZI COMUNALI Intanto a Pabillonis ieri sera si è riunito in seduta urgente il consiglio comunale: «Abbiamo approvato – spiega il vicesindaco Riccardo Fadda – una mozione in cui chiediamo ad Abbanoa di sospendere l’erogazione dell’acqua da Santu Miali e di poter utilizzare quella proveniente dai pozzi comunali. Abbiamo diffuso il comunicato in tutti gli esercizi commerciali e pubblici».

CONSIGLI Intanto la Asl ha provveduto a chiedere ad Abbanoa tutti gli interventi del caso e ha inviato una nota ai Comuni interessati: «Il servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione – spiega il direttore Iginio Pintor – sta provvedendo ad effettuare i campionamenti presso l’impianto di Santu Miali e in un punto di prelievo dei Comuni interessati. Fino al momento in cui si avranno dati certi sul tipo di contaminazione si raccomanda, a scopo cautelativo, di utilizzare l’acqua di rete esclusivamente per scopi non potabili».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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