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«Acqua potabile solo a Pabillonis e San Gavino»

Acqua potabile

Acqua potabile

È finita l’emergenza. A San Gavino e Pabillonis l’acqua si può di nuovo bere dal rubinetto o utilizzare per cuocere la pasta. Lo ha comunicato il servizio di igiene e degli alimenti della Asl 6 che ha subito fatto analizzare l’acqua nei cinque Comuni interessati. Lo evidenzia il direttore del Servizio Iginio Pintor che ha mandato una comunicazione ai sindaci di Pabillonis e San Gavino relativa alle analisi effettuate dall’Arpas sui campioni di acqua di rete: «Dal campione prelevato in via Zara a San Gavino – evidenzia Pintor – è risultato che i valori sono conformi a quanto prevede l’allegato del decreto legislativo 31/2001 e pertanto si esprime il giudizio sanitario di acqua idonea all’uso umano mentre a Sanluri , Sardara e Guspini dai risultati parziali i valori sono fuori norma ma non ci sono problemi di alghe: l’acqua si può utilizzare per tutti gli scopi tranne berla e metterla negli alimenti».

Intanto a San Gavino la situazione è tornata alla normalità con molti sangavinesi che nei giorni scorsi avevano fatto incetta di acqua minerale: «C’è stato – spiega Monica Olivo del supermercato di Viale Rinascita – un assalto nelle prime ore. Per la nostra attività non ci sono stati particolari disagi». In diversi punti del paese è stata fotocopiata la comunicazione della Asl che sconsigliava l’uso dell’acqua per gli alimenti ma non a tutti è arrivata: «A me non è stato comunicato niente – rimarca Mauro Senis, che gestisce un ristorante in via Roma – ho visto che a Sardara c’era il divieto mentre a San Gavino rimaneva solo il consiglio della Asl. Ho avuto qualche disagio perché ho dovuto comprare l’acqua in bottiglia per cuocere gli alimenti».

Per molti l’allarme è stato anche eccessivo: «Mi sembra – spiega Laura Senis che con il fratello gestisce un bar storico – che ci sia stata una esagerazione. Non abbiamo avuto particolari disagi nella nostra attività». Insomma, il pericolo è scampato e c’è chi spera che un domani si possa riprendere l’uso dell’acqua dei pozzi comunali: il sottosuolo di San Gavino è ricco del prezioso liquido che viene dai monti circostanti.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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