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«Artigiani nella fonderia»

Proposta dell’amministratore delegato: energia e locali gratis. Lolliri: lavorino l’oro e l’argento prodotti da noi. Soddisfazione di sindacati e artigiani locali. Il vescovo monsignor Dettori: «Ci troviamo di fronte ad una speranza nuova nell’ambito della crisi del nostro territorio».

Artigiani nella fonderia

Artigiani nella fonderia

Dare ad artigiani, orafi o cooperative locali la corrente elettrica, il gas e i locali gratuitamente per permettere la lavorazione dell’argento e dell’oro prodotti all’interno della fonderia dalla lavorazione del piombo. È questo quanto ha proposto Carlo Lolliri, amministratore delegato della Portovesme Srl cui fa campo anche lo stabilimento sangavinese (riaprirà il 15 febbraio). Lo ha fatto anche nell’ultima sua visita alla fonderia a margine della messa celebrata dal vescovo della diocesi di Ales-Terralba monsignor Giovanni Dettori. Insomma un’opportunità in più per permettere ai giovani di creare un posto di lavoro e avviare un’attività imprenditoriale quasi a costo zero.

REAZIONI La proposta è stata recepita positivamente dai lavoratori e dai sindacati: «È un’opportunità concreta – spiega Alessio Frau, 33 anni, della segreteria territoriale della Fiom Cgil, assunto in fonderia del 2009 – l’amministratore delegato ha fatto questa proposta già da tempo. Nella nostra zona ogni posto di lavoro è importantissimo». Sulla stessa linea Marco Angioni, segretario territoriale della Fsm Cisl: «L’azienda ha sempre dichiarato la sua disponibilità per gli artigiani locali e questo dimostra attenzione verso il territorio. È vero che non è un buon momento per chi lavora l’oro vista la crisi che porta la gente a vendere i preziosi soprattutto quando lo stipendio non permette di arrivare a fine mese».

È un’opportunità anche per il vescovo della diocesi monsignor Giovanni Dettori: «Ci troviamo di fronte ad una speranza nuova nell’ambito della crisi del nostro territorio, se andranno avanti possibilità come questa ci sarà un orientamento tra i giovani ad avere iniziative personali e di gruppo, per promuovere prodotti che possono essere appetibili».

GLI ARTIGIANI La possibilità viene accolta con entusiasmo, come spiega Luca Congia, artista-orafo sangavinese di 34 anni: «La proposta è abbastanza interessante, ho anche l’idea di attivare un corso per i ragazzi del paese per massimo 10-12 persone proprio nella lavorazione dell’argento, dell’oro e dell’ossidiana. Mi potrei occupare della progettazione insieme ad Alessio Orrù, un artista-scultore di San Gavino ora emigrato a Lille, in Francia. La Regione, che ha già svolto corsi del genere, potrebbe prestarci i macchinari e tutte le attrezzature necessarie per questo corso. Al momento lavoro ad Oristano in un’azienda che opera nel settore dell’alta gioielleria».

LA RIAPERTURA Intanto alla fonderia tutto è pronto per la riapertura del 15 febbraio e una volta che la produzione andrà a pieno regime dal piombo verranno ricavate ogni anno 150 tonnellate d’argento e circa 100 chili d’oro. Insomma i preziosi costituiscono il vero business della fonderia e ora dalla lavorazione sul posto potrebbero nascere nuovi posti di lavoro per contrastare la disoccupazione giovanile.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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