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sabato, Maggio 30 2020

C’è un tesoro archeologico, ciò che manca è un museo

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Nella mansarda del Comune di San Gavino è custodito da quasi 5 anni un ricco patrimonio archeologico raccolto durante tutta una vita da Michelangelo Sanna, scomparso alcuni anni fa. Ed ora più di 3000 reperti del periodo nuragico ed ancora 1500 tra ornamenti e monete del periodo punico, romano, vandalico e bizantino, che erano stati sequestrati della sua casa di campagna dai carabinieri, rischiano di essere portate via.

Tesoro archeologico
Tesoro archeologico

C’è già il decreto di confisca del Tribunale di Cagliari inviato alla sovrintendenza ai beni archeologici di Cagliari, al sindaco Gianni Cruccu e a Silvia Mamusa, assessore della precedente giunta comunale: «Il primo agosto 2008 – spiega Mamusa – ho ricevuto l’incarico di custodia di questi beni con l’intento di trovare una collocazione permanente nella nostra cittadina. Considerata la loro valenza storico-culturale, si intendeva utilizzarli per il rilancio del territorio. Dopo 6 mesi è caduta la nostra amministrazione e quella attuale da 4 anni ha l’incarico di deposito: non conosco le iniziative intraprese per la promozione e cura di questi beni».

E cinque consiglieri comunali (Stefano Musanti, Nicola Garau, Angela Canargiu, Giorgio Olla e Nando Usai) hanno chiesto di discutere dei beni archeologici sotto sequestro nel prossimo consiglio comunale. «Sarebbe – denuncia Angela Canargiu – l’ennesimo scippo alla nostra comunità. Non dimentichiamoci che un retablo di San Gavino si trova nel museo di Ales». Il sindaco Gianni Cruccu cerca di far luce sulla vicenda: «Abbiamo chiesto alla sovrintendenza di poter costruire un museo archeologico. La volontà dell’amministrazione c’è, ma non ci sono soldi».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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