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Guida l’auto con la patente falsificata

Francesco Cadeddu, 37 anni, servo pastore di San Gavino, è finito sul banco degli imputati con l’accusa di ricettazione e falso. L’uomo era da anni in possesso di una patente di guida contraffatta con la quale era al volante della sua Lancia Ypsilon 10. Il documento vero non l’aveva mai ottenuto.

Guida l'auto con la patente falsificata

Guida l’auto con la patente falsificata

Tutto tranquillo sino al febbraio del 2006, quando, durante un normale controllo per le strade del paese, viene fermato da una pattuglia di carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Villacidro. L’imputato, a richiesta dei militari, ha esibito la sua patente di guida, ignaro della provenienza illegittima del documento. I carabinieri hanno subito avuto il sospetto che qualcosa non fosse regolare. Le successive verifiche effettuate con la strumentazione tecnica in dotazione alla sezione falsi documentali hanno confermato i primi sospetti: la patente era effettivamente falsa. Alla richiesta di spiegazioni in merito, l’imputato avrebbe ammesso le proprie responsabilità sul documento avuto gratis da persone che conosceva appena. E non per scegliere la via più breve, ma semplicemente perché da anni stava tentando di superare l’esame di guida, frequentando le lezioni di teoria e pratica, ma puntualmente ogni volta veniva bocciato. Un giorno un conoscente gli avrebbe proposto la soluzione: «Dammi le tue generalità. Ci penso io. So come fare». Detto, fatto.

Motivazioni plausibili che non hanno però salvato l’imputato dal processo. Colpevole di possedere documenti contraffatti e di falso materiale. E ieri nel Tribunale di Sanluri, davanti al giudice monocratico Andrea Deidda e al pubblico ministero Maria Gloria Ligas, non è risultato l’elemento soggettivo del reato di ricettazione, in quanto mancava la consapevolezza della provenienza delittuosa del bene. Solo dopo la denuncia e in seguito alle indagini condotte sull’episodio, l’imputato sarebbe venuto a conoscenza che la sua patente facesse parte di un lotto di circa duemila patenti rubate in bianco nel 2000 alla Motorizzazione di Napoli.

Fonte: Santina Ravì, Unione Sarda

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