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Assunzioni nella fonderia

Martedì riapre la fabbrica dopo tre anni e mezzo. Nuovi lavoratori per la manutenzione, la mensa e le pulizie.

La fonderia di San Gavino

La fonderia di San Gavino

La soddisfazione dei vertici aziendali e dei sindacati. Resta qualche ora di cassa integrazione sino ad aprile. Prevista la lavorazione di 65 mila tonnellate di piombo al giorno.

Il conto alla rovescia è iniziato da tempo e martedì i cancelli della fonderia si riapriranno dopo tre anni e mezzo di cassa integrazione. Ai dipendenti dello stabilimento, che fa capo alla Portovesme Srl della multinazionale svizzera Glencore, si affiancheranno i lavoratori delle ditte d’appalto (Unicosmo e Dalmav) che curano la manutenzione degli impianti, mensa e pulizie.

NUOVO LAVORO Ed è proprio qui che arriva una nuova iniezione di fiducia perché nelle ditte esterne ci saranno almeno 25 nuove assunzioni: tutti giovani e quasi tutti di San Gavino come ricorda Alessio Frau, 33 anni, che in fonderia lavora da quando aveva 21 anni: «Le nuove buste paga sono un fatto positivo e anche nello stabilimento sono stati fatti nuovi investimenti: tutto questo per il nostro territorio è oro colato. Ho iniziato a lavorare nel 2001 facendo la gavetta con ditte esterne, poi nel 2009 è arrivata l’assunzione a tempo indeterminato. Speriamo che i pensionamenti siano integrati dal nuovo personale».

RIAPERTURA La fonderia, gigante industriale aperto nel giugno del 1932, non sembra sentire il peso dei suoi 80 anni ed ora tutto è pronto per la ripartenza, come ricorda l’ingegnere Danilo Longu, responsabile dell’impianto: «Martedì arriverà il primo piombo da Portovesme – spiega – l’azienda ha sempre creduto nella valenza della fonderia di San Gavino facendo la manutenzione e ammodernando gli impianti».

IL PIOMBO «Ogni giorno – prosegue Longu- vengono lavorate circa 65-70 mila tonnellate di piombo. L’azienda è attenta al rispetto dell’ambiente e del territorio: ci sono dei nuovi punti di captazione e aspiratori». Dal piombo saranno poi raffinati metalli preziosi come l’argento e l’oro, il vero business della fonderia.

SPERANZA Per San Gavino e per il Medio Campidano un segnale di speranza: «Il riavvio della fonderia – rimarca Edoardo Bizzarro, segretario territoriale della Cisl – è di buon auspicio. Inoltre il fatto che le imprese d’appalto facciano delle assunzioni contribuisce a far muovere l’economia di un territorio. Come sindacato siamo pronti a difendere l’importanza strategica dell’industria nel territorio».

I SINDACATI È impegnato in prima linea al fianco dei lavoratori anche Gigi Marchionni, segretario territoriale della Fiom Cgil: «Le nuove assunzioni sono un segnale positivo: stiamo dando indicazioni per mandare il curriculum alle aziende. Speriamo che in futuro possano esserci assunzioni all’interno della fonderia: tutto il personale è rientrato al lavoro anche se rimarranno alcune ore di cassa integrazione fino ad aprile. L’arrivo di nuovo personale è di fondamentale importanza per sostituire chi deve andare in pensione. Siamo soddisfatti perché Carlo Lolliri, amministratore delegato della Portovesme Srl, ha mantenuto promesse e impegni».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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