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Mille per venti assunzioni

La fonderia riaccende le speranze del territorio. Un diluvio di curriculum per ottenere un posto nella fabbrica.

Fonderia di San Gavino Monreale

Fonderia di San Gavino Monreale

Oltre mille curriculum per una ventina di assunzioni in fonderia. Ogni giorno è un via vai continuo di giovani disoccupati, ma anche 50 e 60enni che consegnano in portineria il documento indirizzato alla Portovesme Srl, l’azienda cui fa capo lo stabilimento sangavinese. Ci sono alcuni giorni in cui le richieste sono anche venti e altri giorni in cui sono meno, come ricorda il sangavinese Alessio Frau, 33 anni che in fonderia lavora dal 2009: «Nel nostro territorio spesso il lavoro è un miraggio: insieme al Sulcis abbiamo il più alto tasso di disoccupazione giovanile in Europa. Anche a me sono stati consegnati più di 50 curriculum, me li ritrovo anche a casa nella cassetta delle poste».

FAME DI LAVORO Ci sono anche richieste che arrivano dall’alta Marmilla come da Valleverde o da altri Comuni dell’Oristanese. C’è chi ha perso il lavoro per cessata attività di un’azienda e chi è vicino alla pensione. È importante portare il curriculum anche in aziende dove ci può essere l’opportunità di lavoro anche senza aspettare gli annunci.

I DISOCCUPATI I dipendenti della fonderia sono ormai rientrati al lavoro e ogni tanto il cancello della fabbrica si apre. In tanti portano la domanda a mano: «Ho 37 anni – spiega il sangavinese Ignazio Pia – adesso sono disoccupato. Spero che la mia domanda venga presa in considerazione. Ho lavorato di recente anche in una ditta di giardinaggio». E come Ignazio tanti altri disoccupati sperano di poter guadagnare il pane con dignità.

I SINDACATI Nel Campidano le realtà industriali sono poche, come ricorda il sangavinese Andrea Farris, segretario territoriale della Uilm: «Come vere realtà produttive ci sono la Keller e la fonderia. Quest’ultima ha avuto la possibilità di fare investimenti. Nel nostro territorio c’è una fase di stallo paurosa con tantissimi giovani che emigrano anche per fare il lavapiatti per pochi mesi. C’è bisogno e voglia di lavorare e di staccarsi dall’assistenzialismo».

SPERANZE Alla fonderia è legato lo sviluppo di un intero paese che ha vissuto anni di grande benessere economico e anche i pensionati sperano in nuove assunzioni. «Ho lavorato nello stabilimento per 35 anni – spiega Tore Angei – la riapertura è una boccata d’ossigeno per il territorio, una bella notizia per i giovani che sono in attesa di lavoro». Spera in nuove assunzioni anche Pierpaolo Zanda, dipendente da 32 anni: «Sono di fondamentale importanza per dare un ricambio alla fabbrica».

IL SINDACO La riapertura è un segnale positivo per il primo cittadino di San Gavino: «Porta una ventata di ottimismo – spiega Gianni Cruccu – soprattutto rispetto ad altre realtà. L’amministratore delegato della Portovesme Srl Carlo Lolliri ha mantenuto le promesse: la Glencore è un’azienda seria. I tanti curriculum inviati sono un segnale di una grande fame di lavoro. Nel nostro territorio anche la piccola impresa cerca di risollevarsi, come amministrazione cerchiamo di fare il possibile per creare opportunità di lavoro».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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