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«Imu, tassa più alta per i negozi sfitti»

Ma la proposta di Gianni Cruccu trova più critiche che consensi tra la gente

Imu, tassa più alta per i negozi sfitti

Imu, tassa più alta per i negozi sfitti

Troppe serrande abbassate in via Roma. Spazi sfitti ormai da mesi se non da anni. È per questo motivo che il sindaco Gianni Cruccu intende portare ai massimi livelli l’Imu per incoraggiare l’apertura di nuove attività: «La crisi sta uccidendo tutti – spiega il primo cittadino – ma c’è anche gente che ha voglia di investire e di non stare ferma. Ecco perché come amministrazione stiamo pensando di aumentare l’Imu ad un prezzo alto (la base è 7,6 per mille e possiamo arrivare anche al 10,6 per mille) quando il locale non è affittato. Allo stesso tempo potremo portare al livello minimo (4,6 per mille) l’Imu per i locali dati in affitto. In via Roma alcuni spazi costano anche 1500 euro al mese mentre in altre strade come viale Rinascita il prezzo scende anche a 600-800 euro. Il commercio ha una sua storia focalizzata sulla via Roma e quando c’è qualche serranda abbassata in più sembra che stia morendo, anche se in realtà si stanno popolando altre zone del paese». L’amministrazione comunale vuol rilanciare la piccola impresa puntando sulla centralità geografica di San Gavino: «Abbiamo alcuni importanti servizi come l’ospedale e la ferrovia anche se mancano ancora le infrastrutture collegate alla nuova stazione».

E i commercianti? La proposta non viene accolta con molto entusiasmo e c’è chi non risparmia critiche come Andrea Cirronis, che da anni vende prodotti tipici in via Roma: «Sono contrario a questa forma di ricatto punitiva. Sarebbe meglio incentivare il proprietario del locale ad aprire le porte a nuovi imprenditori: il Comune potrebbe contribuire per qualche mese al pagamento del canone d’affitto. La via Roma sta morendo: la vecchia stazione è abbandonata da quasi sei anni e non c’è nessun nuovo servizio nonostante le promesse. Adesso c’è anche il rischio di perdere il distributore di carburante».

Per Tonino Inconis, titolare insieme alla moglie di una gioielleria in via Roma, il problema è la mancanza di richieste: «Non penso – spiega – che i proprietari degli immobili non vogliano affittare: magari va fatta una distinzione tra chi vuole dare il locale in locazione e chi non lo vuole concedere. Per risollevare il commercio a San Gavino bisognerebbe partire da una riqualificazione del paese, che deve diventare uno spazio piacevole da percorrere per tutti. Lo spostamento della stazione, diventata un pisciatoio per cani e gatti, è stato letale. San Gavino potrebbe sfruttare gli spazi culturali e diventare un punto di riferimento del territorio».

Critica è anche Francesca Lixi, 26 anni, che lavora da diversi anni in un hotel in via Umberto: «Non penso che la proposta del sindaco serva se gli affittuari hanno deciso di guadagnare cifre così elevate. Così chi vuole aprire una nuova attività spesso se ne va in altri paesi. A San Gavino negli ultimi decenni ci sono state troppe mosse sbagliate come lo spostamento della stazione o il fatto che si sia persa la sede staccata della Facoltà universitaria di Agraria di Sassari che avrebbe permesso di far lavorare di più ristoratori, albergatori e commercianti. Gli esercenti hanno fatto la proposta, mai ascoltata, di invertire il senso di marcia in via Roma».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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