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Nuova vita per il mercato civico

Box riaperti dopo gli interventi di ristrutturazione. Soddisfatti i commercianti, anche se restano dieci stand sfitti.
Il progetto portato a termine dall’amministrazione comunale si inserisce nel discorso più ampio del rilancio del commercio nel centro storico.

Mercato Civico

Mercato Civico

Il mercato civico si rifà il look. Dopo tre settimane di chiusura, necessarie per realizzare i lavori, è stato nuovamente riaperto, per la gioia dei tanti piccoli imprenditori locali che lottano contro la crisi e la grande distribuzione. Tra i box storici c’è quello di frutta e verdura di Marco Muscas e della moglie Monica Zedda: «L’aspetto – spiega quest’ultima – è più confortevole grazie alla nuova pavimentazione e ai lavandini aggiunti in tutti i box: i clienti sono contenti. Oggi la concorrenza della grande distribuzione si fa sentire: puntiamo sulla freschezza dei prodotti e sulla qualità. Ci penalizza la mancanza di parcheggi: la gente oggi esce in auto per fare la spesa. Ci vorrebbe anche una salumeria con i formaggi. Lavoriamo al mercato da 10 anni, prima per 40 anni c’era il padre di mio marito». Soddisfatto per i lavori anche il macellaio Nanni Secci: «Ci sono dal 1981 e puntiamo sui prezzi e sui prodotti sardi o al massimo italiani. Adesso ogni box è indipendente, quelli liberi sono 10 (sei per frutta e verdura, due per generi alimentari e due per i pescivendoli): speriamo che questi punti vendita siano presto occupati».

TRA I BOX Lavora da oltre 40 anni al mercato anche il macellaio Franco Perda: «La crisi si fa sentire sempre di più e in maniera maggiore rispetto ad alcuni mesi fa. Speriamo di salvarci almeno in questa settimana che precede la Pasqua. Nelle vendite c’è stato un crollo generale: è vero che ci sono i centri commerciali, ma noi abbiamo i nostri clienti. Chi un tempo comprava un chilo di carne oggi ne acquista la metà. Il problema è che lo stipendio non basta più per arrivare a fine mese: viviamo con i pensionati e con chi ha una busta paga. Io stesso avevo prima due dipendenti. Ci sono molti box liberi, ma con la crisi molti si tirano indietro. È molto sentita la mancanza di una rivendita di pesci».

IL PANE Per Marilena Dessì, dipendente di una rivendita di pane tipico, bisogna incentivare i giovani: «Magari si potrebbe far pagare solo una piccola quota per almeno un anno. Ho visto tante rivendite aprire e chiudere: bisogna puntare sulla qualità dei prodotti e sulla cortesia».

La ristrutturazione del mercato si inserisce in un discorso di valorizzazione del commercio locale e del centro storico, come spiega il vicesindaco Bruno Deidda: «I lavori per il rifacimento di scarichi, impianto di condizionamento e dei servizi sono costati circa 160 mila euro. Ci sono diversi spazi liberi e potrebbero inserirsi soprattutto le produzioni di qualità locali come quelle biologiche. Speriamo che i box del mercato civico, che vuole offrire qualità a prezzi competitivi, siano di nuovo tutti occupati. Il prezzo dell’affitto è di circa 100-120 euro al mese. Il mercato vuole valorizzare il centro storico ed ha anche la funzione di calmierare i prezzi».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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