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«Così sconfiggiamo la crisi economica»

Parlano gli imprenditori che non si arrendono e inaugurano nuove attività

L'angolo del caffè

L’angolo del caffè

I piccoli imprenditori a San Gavino combattono contro la crisi. Non hanno nessuna intenzione di arrendersi e le idee non mancano: lo dimostra il fatto che negli ultimi anni il numero delle attività aperte ha sempre superato il numero di quelle chiuse. Lo scorso anno le aperture di attività commerciali sono state 20 contro gli 11 imprenditori che hanno deciso di abbassare la serranda, nel 2011 le nuove imprese sono state 24 contro le 17 che hanno chiuso.

In viale Rinascita le sorelle Simona e Maria Teresa Arixi hanno aperto un bar: «L’idea – spiega quest’ultima – è quella di provare a crearsi un posto di lavoro. Mia sorella e io siamo rimaste senza occupazione e all’inizio di dicembre abbiamo aperto un locale di nostra proprietà».

Nella stessa via si registra anche l’apertura di un’altra caffetteria gestita dai fratelli CarloIvan Ulzega: «Stavamo cercando da tempo – rimarca quest’ultimo – un locale per poter aprire questa attività». Insomma a San Gavino non mancano le idee e gli investimenti che si realizzano senza nessun aiuto pubblico. Stefano Contu ha inaugurato lo scorso anno il primo laboratorio metrologico nel Medio Campidano, in via Torino: «Offro servizi di verifica periodica su tutti i tipi di bilance elettroniche da banco e strumenti di pesatura con portate fino a 30 chili. Offro un servizio agli esercizi che sino a pochi mesi fa erano costretti a recarsi a Cagliari all’ufficio metrico con il loro strumento di misura per esecuzione della verifica periodica».

Si è rimboccata le maniche anche Sonia Concu, 37 anni: «All’interno del parco comunale che ho in gestione ho aperto un chiosco bar: è un modo per creare un posto di lavoro. Mio marito è disoccupato: siamo in un periodo di forte crisi e non è facile far quadrare i conti».

Dal 2011 Giuseppe Onnis, 47 anni, segue in prima persona l’attività commerciale di via Nurazzeddu. «La mia – spiega il 47enne – è una rivendita in particolare di bibite. Se serve facciamo anche i servizi a domicilio senza nessun costo aggiuntivo. Oggi c’è anche la concorrenza dei grandi centri commerciali: chi prima poteva spendere 10 euro adesso in tasca ne ha solo 5».

E se nel 2008 le chiusure (21) hanno superato le aperture, dal 2009 ad oggi è positivo il bilancio di chi vuole intraprendere una nuova attività commerciale. Nel 2010, a fronte di 27 chiusure, sono 30 gli imprenditori che hanno scommesso su nuove attività. Tra questi c’è la rivendita di pane in via Trento di Laura Bandinu e del marito Carlo Podda: «Passando in questa via – spiega quest’ultimo – ho visto il cartello Affittasi e in due settimane ho creato l’attività. Mi alzo prestissimo: alle 5 del mattino è già possibile acquistare il pane appena sfornato. Bisogna puntare sulla qualità e sulla cortesia».

Insomma in tanti ci vogliono provare, come ricorda il sindaco Gianni Cruccu : «La piccola impresa vuole investire: c’è gente che ha voglia di fare e di non stare fermo. Gli imprenditori vanno incoraggiati. A chi vuole investire offriamo la centralità geografica di San Gavino e la presenza di importanti servizi come l’ospedale e la ferrovia».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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