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Tagliati 1,2 milioni di posti. Spuntano 2 milioni di inattivi

Il lavoro è ormai un miraggio. Quasi 3 milioni di persone (chiamate sfiduciate) in Italia sarebbero disponibili a lavorare ma hanno smesso di cercare un impiego: è allarme.

Quasi 3 milioni di persone (chiamate sfiduciate) in Italia sarebbero disponibili a lavorare ma hanno smesso di cercare un impiego

Quasi 3 milioni di persone (chiamate sfiduciate) in Italia sarebbero disponibili a lavorare ma hanno smesso di cercare un impiego

Il lavoro è sempre più un miraggio. E a sentirne la mancanza non sono solo i disoccupati, che vanno disperatamente a caccia di un posto, aumentati in cinque anni di 1,2 milioni. Ai disoccupati in senso stretto si affianca l’esercito degli sfiduciati, ovvero di tutti coloro che non sono più alla ricerca di un impiego ma sarebbero pronti da subito a lavorare. L’Istituto di statistica li definisce inattivi disponibili e ne conta quasi tre milioni.

DRAMMA EUROPEO Ma il dramma lavoro tocca tutto il Vecchio Continente. La Bce (la Banca centrale europea) ricorda come la disoccupazione nell’eurozona abbia raggiunto «livelli senza precedenti». Basti pensare che nell’intera Unione europea le persone in cerca di un lavoro superano i 25 milioni. Cifre astronomiche ma non esaustive, come dimostrano i nuovi indicatori complementari al tasso di disoccupazione pubblicati, con l’aggiornamento al 2012, in tutti i Paesi Ue sotto il coordinamento di Eurostat.

DATI ISTAT Per l’Italia è l’Istat (l’Istituto nazionale di statistica) a fare luce sulle zone grigie, che nascondono tutti quelli che non rientrano nelle statistiche ufficiali sui disoccupati, ma che a loro somigliano molto.

Ecco che vengono allo scoperto 2 milioni 975 mila persone che desiderano iniziare a lavorare pur non avendo cercato un impiego nelle ultime quattro settimane. Si tratta, secondo le classificazioni, di inattivi. Ma la gran parte di loro si considera disoccupato. È così per l’80% degli uomini e per quasi la metà delle donne (per il resto casalinghe). Pesa soprattutto lo scoraggiamento: con 1 milione e 300 mila usciti dal mercato del lavoro perché certi di non poter trovare nulla.

LE ANOMALIE ITALIANE La percentuale sulle forze lavoro di chi un posto non lo chiede più ma lo vuole ancora è di oltre tre volte superiore a quella media europea. In altre parole uno sfiduciato su tre vive in Italia. Un’altra delle anomalie del Bel Paese, che diventa un’emergenza nel Mezzogiorno, con 2 milioni di sfiduciati.

LAVORO NEGATO Tirando le fila dell’indagine, e sommando ai disoccupati gli inattivi disponibili, si raggiungono 5,7 milioni di persone a cui il lavoro è direttamente o indirettamente “negato”. Un livello record, spinto dalla crisi. E nel rapporto l’Istat fa anche il bilancio di cinque anni (2007-2012) passati sotto il segno della recessione: oltre a 1 milione 238 mila disoccupati in più, con un aumento di 434 mila inattivi disponibili e una crescita di 241 mila sottoccupati part time. E per ora non si intravedono miglioramenti: la Bce nell’ultimo bollettino mensile avverte come le rilevazioni più recenti segnalino per l’Unione monetaria «un ulteriore calo dei posti di lavoro nel primo trimestre del 2013».

BICCHIERE MEZZO PIENO Intanto l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) conferma per febbraio un tasso di disoccupazione stabile al 12% nell’area euro e cerca di guardare il bicchiere mezzo pieno, notando come l’avanzata dei senza lavoro si sia fermata dopo oltre un anno di progressione costante.

Fonte: Unione Sarda

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