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«No al fallimento Keller»

Rinviato al 6 giugno il pronunciamento dei giudici del Tribunale. I dipendenti-creditori al giudice: sia data in affitto.

Il sindacato: «I tempi di riapertura della fabbrica si stanno allungando troppo. Però sulla decisione del giudice non ci dovrebbero essere altre questioni».

Keller

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Ancora sessanta giorni di trepidazione per i 293 dipendenti della Keller Elettromeccanica Spa in liquidazione di Villacidro. È stato rinviato al prossimo 6 giugno il pronunciamento dei giudici della Sezione fallimenti del Tribunale di Cagliari sull’ammissione del concordato preventivo alla vendita della fabbrica di Cannamenda alla New Sardinian Railway. La società, con sede legale nello stabilimento di Villacidro, è costituita dall’irlandese Moltonway Limited, con sede a Dublino, partner commerciale dell’indiana Jessop Group, appartenente alla multinazionale Ruia Group.

LE DECISIONI DEI CREDITORI Un passo importante è stato, comunque, compiuto nell’udienza di ieri mattina. Il Collegio giudicante ha fatto verbalizzare dai due commissari delegati dal Tribunale le decisioni dei creditori nei confronti dell’azienda in liquidazione, tra questi settanta dipendenti. Buona parte ha presenziato all’udienza, altri hanno fatto pervenire il loro parere tramite raccomandata o per posta elettronica certificata, e vari erano rappresentati da un unico legale. Sentiti anche i segretari territoriali dei sindacati Fiom Cgil Gian Luigi Marchionni, Marco Angioni della Fsm Cisl e Andrea Farris della Uilm Uil. A tutti è stata posta la domanda se fossero favorevoli o meno al fallimento dell’azienda Keller Elettromeccanica in liquidazione. La risposta è stata a senso unico: no al fallimento, sì alla vendita ai promessi acquirenti. L’accordo per la cessione del ramo aziendale al gruppo industriale indiano è stato depositato in Tribunale solo martedì e per questo i giudici hanno preso tempo sino al 6 giugno per esaminare le carte e quindi emettere il parere sull’ammissione del concordato preventivo di vendita.

RIPRESA PRODUTTIVA «I tempi di riapertura della fabbrica si stanno allungando troppo. Sulla decisione del giudice non ci dovrebbero essere altre questioni se non l’esame delle carte appena consegnate dall’azienda. I lavoratori hanno detto no al fallimento. L’accordo sottoscritto dalle organizzazioni sindacali, dalla Keller Elettromeccanica e dalla New Sardinian Railway doveva servire a sbloccare la situazione, invece siamo ancora qui a contare i giorni della ripresa lavorativa», afferma Gian Luigi Marchionni. Della stessa posizione anche Marco Angioni e Andrea Farris. «Il rinvio è l’ennesimo contrattempo di una vicenda che ormai si trascina da circa tre anni», è il commento dei sindacalisti. «Le commesse sono già acquisite. Lo stabilimento, prima della ripresa produttiva, deve essere sottoposto a manutenzione. I lavoratori sono stati chiari: vogliono rientrare al lavoro quanto prima. Non vogliono perdere il treno», sottolinea Gian Luigi Marchionni.

Fonte: Gian Paolo Pusceddu, Unione Sarda

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