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Festa del lavoro per la nuova era della fonderia

Festa del lavoro per la nuova era della fonderia

Festa del lavoro per la nuova era della fonderia

La Festa del lavoro del primo maggio si svolgerà nel parco Rolandi e sarà dedicata alla riapertura della fonderia. Lo evidenzia il segretario territoriale della Cgil Efisio Lasio: «La notizia positiva di questa fabbrica che ha ripreso la produzione dopo anni di cassa integrazione ci fa ben sperare. Ora c’è anche l’accordo per il riavvio della Keller che interessa 320 lavoratori e segnali positivi arrivano anche per la Ceramica Mediterranea di Guspini. Sempre a San Gavino non va dimenticato il segnale positivo per l’agroindustria con le assunzioni al caseificio gestito dalla 3A di Arborea».

Insomma si fa festa con la storica fabbrica che a giugno compirà la bellezza di 81 anni di attività. Per tutti il fatto che abbia riaperto i battenti è un segnale importante come ricorda Tore Angei, ora pensionato: «Ho lavorato in fonderia per 35 anni, ora c’è ancora mio fratello Giorgio, mio nonno ha iniziato a costruire lo stabilimento e anche mio padre ci ha lavorato fino al 1975. La riapertura è una boccata di ossigeno per il territorio e una bella notizia per i giovani in attesa di lavoro».

Sulla stessa linea Gabriele Canargiu che lavora in fonderia dal 1980: «La ripresa della produzione ha un significato importante anche perché intorno a noi molte fabbriche hanno chiuso». Tra gli anziani sono sempre vivi i ricordi delle battaglie sindacali come ricorda Gigi Matta, 82 anni: «Sono entrato al lavoro in fonderia giovanissimo e ho vissuto anche lo sciopero che nel 1949 ha coinvolto la miniera di Montevecchio insieme ad altre. Dal 31 dicembre 1981 sono in pensione, ma i ricordi degli anni trascorsi nello stabilimento sono sempre vivi».

Così la festa del primo maggio assume un significato particolare nel Medio Campidano dove 1800 lavoratori sono in mobilità e 800 in cassa integrazione: «Ospito volentieri la manifestazione», evidenzia Sonia Concu, che ha in gestione il parco fino al 30 settembre.

Il futuro rimane nero: «I laureati e le donne senza lavoro – conclude Efisio Lasio – sono i poveri del 2013, 45 giovani su 100 non lavorano nel Medio Campidano».

Gigi Pittau

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