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Primo maggio, il lavoro rinasce dalla fonderia

Fonderia di San Gavino Monreale

Fonderia di San Gavino Monreale

Dopo diversi anni il Medio Campidano festeggia nuovamente il Primo maggio. Su iniziativa della Cgil provinciale, ieri, nel parco Rolandi a San Gavino, era in programma una manifestazione dei lavoratori. «Con la riapertura della fonderia, dobbiamo guardare al futuro con maggiore impegno e fiducia, consapevoli che c’è ancora tanto da fare, ma con il sindacato unitario sarà possibile dare le risposte che il territorio si aspetta», afferma Efisio Lasio segretario generale della Cgil del Medio Campidano.

Concetto ribadito nella relazione di apertura della riunione del direttivo provinciale, mercoledì scorso nell’hotel Cuevador a Villacidro alla presenza del segretario generale Michele Carrus. Un incontro che ha permesso ai delegati presenti di affrontare le problematiche di un territorio, il Medio Campidano appunto, colpito dalla disoccupazione e da una crescente crisi delle piccole e medie imprese. «Ma qualche segnale in controtendenza c’è», ha affermato Efisio Lasio, «la fonderia ha ripreso l’attività produttiva. E questo ci fa ben sperare anche per future nuove assunzioni».

Ora c’è anche l’accordo per la ripresa produttiva della Keller. «Per la fabbrica di Villacidro si intravede uno spiraglio positivo dopo la firma dell’accordo tra le organizzazioni sindacali e l’azienda per concedere in affitto per due anni lo stabilimento alla Nsr, che gestirà le commesse delle ferrovie egiziane», aggiunge il segretario. La Ceramica Mediterranea, dopo un periodo di crisi, sta cercando di abbattere i costi energetici con la costruzione di un impianto fotovoltaico e rilanciare la produzione di piastrelle.

Obiettivo conseguito dalla 3A di Arborea che ha riavviato la produzione del caseificio di San Gavino con prospettive di sviluppo e diversificazione dei prodotti. «Purtroppo – conclude Lasio – ci sono forti difficoltà nel settore delle costruzioni. È bloccato il progetto di costruzione del nuovo ospedale di San Gavino. I lavori di completamento del tratto Sanluri-Serrenti della 131 vanno a rilento e la rigidità del patto di stabilità impedisce alle amministrazioni comunali di fare nuovi investimenti».

Fonte: Gian Paolo Pusceddu, Unione Sarda

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