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Volontari e tartassati? Tesi e antitesi del Sindaco Cruccu

Il Comune: sedi gratis solo per chi offre un servizio. Canone di due euro a metro quadro deciso dalla Giunta. La protesta delle associazioni culturali, sportive e assistenziali: «In questo modo rischiamo di dover chiudere. Non abbiamo i mezzi per finanziare le nostre attività».

Affitto

Affitto

Un canone mensile di due euro al mese a metro quadrato per le sedi di proprietà comunale affidate alle associazioni. L’uso dei locali sarà gratuito soltanto in cambio di attività sociali per la comunità che però devono essere quantificate in termini monetari. È quanto prevede una delibera della giunta comunale che ha scatenato perplessità e proteste da parte di alcune associazioni. Lo evidenzia Antonio Garau, presidente della Pro Loco: «Ho chiesto 150 metri quadri tra la nostra sede e il magazzino per il materiale: all’anno sarebbero 3600 euro. Questo procedimento rischia di mandare sul lastrico molte associazioni perché se c’è chi può organizzare un concerto e realizzare un piccolo incasso, lo stesso discorso non vale per tutti. Nel 2012 abbiamo prestato gratuitamente tavoli, sedie e transenne per 21 manifestazioni, ora saremo costretti a darle in affitto e ad aprire un circolo per non essere dipendenti dalle decisioni dei politici di turno e dover andare avanti come se fossimo un’azienda».

I DISABILI Perplesso anche Piero Follesa, presidente dell’associazione “Delfino” che riunisce le famiglie dei disabili: «Accogliamo i portatori di handicap che vengono da noi piuttosto che andare al centro sociale. Oggi paghiamo 50 euro al mese, saliranno a 250. A ciò si aggiungono le spese per luce, acqua ed altri 700 euro di assicurazione obbligatoria per disabili e volontari. Dovremo chiudere. Ho chiesto i locali in comodato d’uso gratuito come ha fatto il Comune di Guspini per l’associazione “Città del Sole”».

GLI ANZIANI Una spesa del genere metterebbe in difficoltà anche l’associazione degli “Anziani solidali”: «In via Goldoni – spiega il presidente Salvatore Putzulu – abbiamo una sede di circa 80 metri quadri. Non possiamo certo pagare l’affitto di quasi 2000 euro all’anno perché siamo appena nati ed abbiamo anticipato di tasca molti soldi. In cambio della sede abbiamo chiesto al Comune di curare il giardino attorno al caseggiato. I nostri soci sono tutti sopra i 60 anni e siamo circa 70».

LE SPESE Diventa difficile quantificare il proprio impegno sociale, come ricorda Salvatore Garau, presidente dell’associazione “Euro 2001” che si occupa di primo soccorso: «Facciamo diverse attività gratuite per il paese e per le associazioni. Viviamo con i soldi donati dalla cittadinanza. Dovremo pagare l’affitto per 124 metri quadri». C’è poi l’associazione “Anziani sempre giovani” che organizza tante attività senza scopo di lucro: «Non siamo psicologi, – spiega la presidente Franca Manieli – ma raccogliamo le persone che non sanno dove andare e che andrebbero dal medico o dal sindaco. Per i 200 metri quadri dovremo pagare 400 euro al mese: troppo per noi».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda


RISPOSTA DA PARTE DEL SINDACO

Gianni Cruccu, dal suo profilo facebook, smentisce vivamente quanto riportato dall’Unione Sarda.

Anche oggi il noto amico di San Gavino Monreale e dei sangavinesi ha trovato spunto per gettare fango sul nostro paese, dipingendoci come persone invidiose, restie a collaborare e facili al piagnisteo. L’occasione è stata l’interpretazione, naturalmente a a scopi gossipari come sempre solito fare, della Delibera di Giunta comunale con cui sono stati stabiliti i criteri per l’assegnazione dei locali da destinare a sede delle associazioni culturali e di volontariato.

Nonostante l’amministrazione e le associazioni avessero concordato sulle modalità e il tipo di servizio da prestare alla comunità, il nostro eroe non ha perso occasione per estrapolare dalle dichiarazioni dettate in buona fede, solo ciò che avrebbe potuto sollevare un vespaio di polemiche e contestazioni. Mi sono accertato personalmente con alcuni degli intervistati e nessuno di loro, dico nessuno, si è mai sognato di dichiarare che il comune li vuole tartassare e che saranno costretti a chiudere.

Probabilmente chi ora gode dei titoloni scandalistici tipo quello delle ossa trovate al cimitero, di cui peraltro non può esserci addebitata alcuna inadempienza se non quella di avere anche noi ereditato (del cimitero) una situazione disastrosa da decine di anni, un domani potrebbe essere costretto a subire simile trattamento mediatico.

E’ ovvio che stavolta non resteremo con le mani in mano, ma ci difenderemo nelle sedi opportune. Di buonismo ne abbiamo piene le tasche!

Giovanni Cruccu

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