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Stop alla rata Imu per l’abitazione principale

IMU

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Nessun acconto Imu di giugno per le abitazioni principali e relative pertinenze, come garage e cantine. E per gli alloggi popolari, i terreni agricoli e i fabbricati rurali. Al contrario, entro il prossimo 17 giugno, pagheranno l’imposta municipale unica le abitazioni signorili, le ville, i castelli e gli immobili di pregio. Così come i beni strumentali delle imprese per i quali, dopo un tira e molla all’interno della maggioranza durato tutta la settimana, il versamento di giugno resta obbligatorio con il doppio aggravio: maggiorazione da 60 a 65 del coefficiente di rivalutazione delle rendite catastali (pari a un +8,33%) ed eventuale innalzamento di 0,3 punti da parte dei Comuni dell’aliquota base dello 0,76 per cento. La fisionomia del decreto varato dal Consiglio dei ministri ricalca quella anticipata ieri su queste pagine.

Nessun ripensamento dell’ultima ora, dunque, sull’esclusione dei capannoni industriali. Per le imprese arriva comunque un segnale di attenzione dal governo: con la riforma della tassazione dei patrimoni immobiliari, da realizzare entro il 31 agosto, saranno introdotte forme di deducibilità dall’Ires e dall’Irpef dell’imposta pagata sui beni strumentali (si vedano i servizi a pagina 4).
Promessa quest’ultima, così come quella del superamento definitivo dell’Imu e della Tares, vincolata ad una precisa clausola di salvaguardia: la riforma dell’intero sistema fiscale degli immobili dovrà essere realizzata tassativamente entro il 31 agosto. Non solo. Dovrà essere in linea con le indicazioni contenute nell’ultimo Def e con gli impegni assunti dall’Italia con l’Europa. Se l’obiettivo di fine agosto non verrà centrato tutti i contribuenti saranno chiamati a versare l’Imu di giugno entro il prossimo 16 settembre.

Confermate anche le altre misure del decreto: il rifinanziamento della Cig in deroga, che sale a un miliardo, il taglio delle indennità per ministri, viceministri e sottosegretari eletti alla Camera e al Senato e la proroga a fine anno per i precari della Pa. Con una novità dell’ultima ora per il ministero dell’Interno: lo stanziamento di quasi 10 milioni di euro per la proroga fino al 31 dicembre 2013 dei contratti in scadenza degli addetti agli sportelli unici per l’immigrazione e per le questure.
La partita si sposta ora in Parlamento. Il premier Enrico Letta ha garantito ieri che il decreto sarebbe stato trasmesso in tempi rapidi alle Camere per l’esame. Il provvedimento è stato già inviato ieri pomeriggio a Bruxelles dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, che ha chiesto e ottenuto il “mandato” dal Consiglio dei ministri. E già lunedì, dopo l’ok del capo dello Stato, il testo dovrebbe approdare sulla Gazzetta Ufficiale e poi in Parlamento. Ma resta molto gettonata l’opzione di trasferire il Dl con un emendamento nel decreto sui debiti Pa garantendo così al provvedimento un’approvazione a tempo di record. Questa soluzione consentirebbe di mettere al riparo da possibili assalti alla diligenza sia sull’Imu (magari richieste di restituzione dell’imposta pagata lo scorso anno) sia sulla Cig (maggiori risorse da stanziare).

Una volta ottenuto il via libera della Camere la partita proseguirà sulla riforma complessiva delle imposte sugli immobili. La clausola di salvaguardia inserita nel Dl, anche per rassicurare Bruxelles, come detto, obbliga il governo a completare l’operazione entro agosto. E l’esecutivo sembra intenzionato a stringere i tempi. Con tutta probabilità la riforma in versione “service tax”, con un prelievo unico che includa anche la tanto temuta Tares, vedrà la luce già alla fine di luglio.
Il lavoro collegiale messo in atto per giungere alla quadratura del cerchio tiene conto anche delle istanze dei comuni, fortemente preoccupati per la tenuta dei loro bilanci con il mancato incasso dell’Imu di giugno. Con un’anticipazione di tesoreria il Governo assicura agli oltre 8mila sindaci 2,426 miliardi (2,04 miliardi per l’abitazione principale, 38 milioni per Iacp e Coop, 347 milioni per terreni agricoli e fabbricati rurali), così come espressamente indicato nell’allegato A al decreto. Da cui emerge, ad esempio, che i cittadini romani, con la sospensione dell’Imu di giugno, risparmieranno complessivamente 291 milioni, di cui 281 milioni per abitazioni principali e pertinenze, 4,1 milioni per alloggi popolari Iacp e delle cooperative edilizie a proprietà indivisa e 3,5 milioni per terreni agricoli e fabbricati rurali strumentali. Il risparmio per tutti i milanesi, invece, sarà pari a 71 milioni, mentre sotto il Vesuvio lo stop all’Imu vale complessivamente 37 milioni (per ulteriori dettagli si rinvia a pagina 4).

Non più tardi della metà di giugno, inoltre, i sindaci potranno incassare anche gli interessi dovuti dall’anticipazione di tesoreria. Si tratta di 18,20 milioni che saranno corrisposti con un decreto dell’Interno da emanare entro 20 giorni dall’entrata in vigore del Dl approvato ieri a Palazzo Chigi. Per sostenere gli oneri, una quota pari a 600mila euro arriva dal taglio delle indennità ai parlamentari entrati a far parte della squadra di Governo. Le restanti quote arriveranno dalla riduzione di due fondi: 12,5 milioni dal fondo interventi strutturali di politica economica e 5,1 milioni dal fondo speciale di parte corrente del Mef.

Fonte: Il Sole 24 ORE

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