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In fonderia i primi lingotti in argento

Lingotto in argento

Lingotto in argento

Dopo quelli di piombo, da ieri nel nuovo impianto elettrolisi della Fonderia che permette di avere un metallo purissimo, si stanno realizzando i primi lingotti in argento. Tra il personale dello stabilimento di proprietà della Portovesme Srl, che fa capo alla multinazionale Glencore, si respira una nuova aria impregnata di soddisfazione. «Quest’impianto, inaugurato ieri, sostituisce il vecchio», spiega Alessio Frau di San Gavino. «Con il nuovo impianto si arriva a separare l’argento puro al 99,99 per cento. Ora speriamo che ci siano anche successive lavorazioni dell’argento che permetterebbero di creare nuovi posti di lavoro».

All’anno vengono prodotte 158 tonnellate d’argento e tra i dipendenti (120 tra diretti e delle ditte d’appalto) della storica fabbrica c’è il sangavinese Luciano Angei: «Ho 51 anni, lavoro in fonderia da 33 anni. Il lavoro mi ha permesso di crearmi una famiglia. La cassa integrazione, durata quasi quattro anni, è stata dura, ma adesso siamo ripartiti. Sono entrato come operaio mentre ora sono assistente alla produzione».

Un altro dipendente storico è il sangavinese Gabriele Canargiu, 57 anni, che per in passato per 10 anni ha svolto l’incarico di rappresentante sindacale della Uilm: «Sono stato assunto in fonderia 33 anni fa. Ora sono il responsabile della logistica. L’azienda ha fatto numerose assunzioni e soprattutto l’amministratore delegato Carlo Lolliri ha sempre creduto nella professionalità e serietà dei lavoratori dell’impianto di San Gavino. Inoltre con gli ultimi investimenti, oltre al nuovo impianto dell’argento, le emissioni inquinanti sono state notevolmente ridotte. A fine anno andranno in pensione alcuni dipendenti, la speranza è che si continui ad assumere nuovo personale».

Intanto tra i 32 nuovi assunti ci sono tanti giovani come Gian Luca Concas, 27 anni: «Avere il lavoro oggi è una fortuna, ero già stato in fonderia prima della chiusura». C’è poi Andrea Canargiu, 22 anni, di San Gavino: «Ricevere il primo stipendio è stata una grande emozione».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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