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Spese extra, il Comune vara le nuove regole

Comune di San Gavino Monreale

Comune di San Gavino Monreale

Stabilire un criterio e linee guida precise per le spese di rappresentanza. Il Consiglio comunale ha approvato un regolamento di 10 articoli per non lasciare spazio a dubbi. Le spese potranno essere fatte non da tutti i consiglieri ma solo dai componenti della giunta. Inoltre l’ospitalità non guasta ed ecco che, in base all’articolo 6, agli amministratori è consentito offrire colazioni e omaggi anche fuori sede in occasione di missioni o viaggi all’estero. Insomma pasta e cappuccino, ma solo per motivi legati all’interesse e alla promozione dell’immagine di San Gavino nel mondo. Ci sarà la possibilità di organizzare anche rinfreschi, servizi fotografici e offrire caffè e aperitivi.

I 10 presenti votano compatti e il regolamento viene approvato (assenti i cinque consiglieri di minoranza, Giovanni Mostallino e Franco Serrenti).

Le spese previste potranno essere fatte sia in occasione di visite di personalità o delegazioni, italiane o straniere, di incontri, convegni e congressi, organizzati direttamente dall’amministrazione o da altri.

Per il buon nome di San Gavino le spese potranno essere fatte non dai consiglieri ma dal sindaco Gianni Cruccu, dal vicesindaco Bruno Deidda e anche dagli altri assessori nell’ambito delle proprie competenze. Questi ultimi non avranno una libertà assoluta ma dovranno dare una comunicazione alla giunta tramite il responsabile del settore competente. Ma questo non basta perché prima bisognerà verificare la disponibilità di bilancio e stabilire l’impegno di spesa.

Critica è la minoranza: «Al di là della crisi – tuona il consigliere Angela Canargiu – gli sprechi non sono mai ammessi e l’uso dei soldi di tutti in questo modo è improprio e immorale. Così si tartassa la gente che si toglie il pane di bocca per offrire paste, cappuccini, caffè e servizi fotografici. È ancora più grave il fatto che il rimborso venga dato anche agli accompagnatori e agli autisti di rappresentanza. E tutto questo quando a San Gavino ci sono molte persone che vivono con 400 e 500 euro al mese o anche meno».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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