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Unicosmo, arriva la cassa integrazione

Firmato l’accordo per il pagamento dei contributi a 25 lavoratori della fonderia

Unicosmo

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Boccata d’ossigeno per 25 lavoratori della fonderia che ha riaperto a febbraio. Ieri sera a Cagliari nella sede della Confindustria è stato firmato l’accordo che permetterà il pagamento di dieci mesi di cassa integrazione ai 25 dipendenti della ditta Unicosmo che cura la manutenzione degli impianti dello stabilimento di San Gavino.

FINE DI UN INCUBO L’ammortizzatore sociale è in favore dei lavoratori di San Gavino, ma anche di Villacidro e Lunamatrona, che negli ultimi mesi avevano accumulato debiti per portare avanti la famiglia o pagare il mutuo della casa. Il problema era dovuto alla mancata concessione della casa integrazione in deroga alla ditta Unicosmo da parte della Regione, ma l’intervento della Confapi (la confederazione della piccola e media impresa) e dei sindacati è stato fondamentale come evidenzia Gigi Marchionni, segretario territoriale della Fiom Cgil: «La Unicosmo aveva assunto dei lavoratori pur avendo aperta la procedura della cassa integrazione. Ma queste nuove professionalità non erano presenti nell’organico. In questo modo abbiamo risolto un problema per una azienda che sta dando nuovi posti di lavoro. Ora che abbiamo firmato l’accordo, bisognerà aspettare lo stanziamento del governo per il pagamento di questi mesi di cassa integrazione».

LA TRATTATIVA I sindacati hanno aperto ad un tavolo di confronto: «La Regione – aggiunge Gigi Marchionni – ha ascoltato la nostra preoccupazione e ha valutato che c’è stato l’impegno a risolvere la nostra situazione. Siamo riusciti a dimostrare che l’assunzione di quel personale era indispensabile per uscire dalla crisi. Il tutto è avvenuto con un confronto serio e argomentato: siamo in una fase delicata ed evitiamo di contrapporci. Abbiamo superato il rischio che venisse messa in difficoltà una azienda seria».

LA RIPARTENZA Ora i sindacati confederali Fiom Cgil, Fsm Cisl e Uilm hanno richiesto un confronto con l’azienda Portovesme Srl a cui fa capo la fonderia per parlare del rilancio e del riavvio produttivo: «Per ora – rimarca Gigi Marchionni – le assunzioni sono state fatte dalle ditte d’appalto ed è stato onorato il fatto che gli esodati, che rischiavano di rimanere senza stipendio, sono stati richiamati al lavoro. Abbiamo la necessità di incontrarci e come sindacati abbiamo inviato questa richiesta alla Confindustria». Tra dipendenti diretti e delle ditte d’appalto la Fonderia assicura oltre 130 buste paga e ci sono buone prospettive per il futuro come ricorda Gabriele Canargiu, 57 anni, che in passato ha ricoperto l’incarico di rappresentante sindacale (rsu) della Uil: «A fine anno alcuni dipendenti andranno in pensione, la speranza è che l’azienda continui ad assumere. Ci sono stati anche forti investimenti per ridurre le emissioni inquinanti». Sulla stessa linea Luciano Angei che stava per andare in pensione insieme ad altri colleghi: «Purtroppo – sottolinea – è arrivata la legge Fornero, ma dopo quasi 4 anni di cassa integrazione siamo rientrati in fabbrica».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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