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sabato, Maggio 30 2020

«Caro Onida, ecco le priorità»

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I sindaci: strade, scuole, teatro, impianto idrico e rotatorie. Richieste ma anche critiche al commissario straordinario nominato dalla Regione.

Ma alcuni contestano: «Non si capisce cosa sia venuto a fare un commissario prima ancora di conoscere quale sarà il futuro della Provincia».

Pasquale Onida
Pasquale Onida

Dalle emergenze alla definizione delle competenze, dalle sorti del personale alle problematiche legate ai servizi, dall’inutilità del commissariamento alla tempestività di una legge che riporti gli organi democraticamente eletti. Questo e altro ancora nella lista delle richieste dei sindaci del Medio Campidano a Pasquale Onida, commissario della Provincia, insediato nel palazzo della presidenza di via Carlo Felice.

LE EMERGENZE «Il giorno stesso del suo arrivo – dice il sindaco di Arbus, Franco Atzori – ho contattato Onida per informarlo sulla necessità dei bagnini sulla Costa Verde. C’è un’altra questione che interessa i cittadini della Provincia: l’impianto idrico fognario sui 47 chilometri del litorale. Nelle casse dell’Ato e di Abbanoa ci sono 3 milioni e mezzo di euro, pronti da spendere, chiediamo una mano per accelerare i lavori. Un’azione doverosa nei confronti delle famiglie disponibili ad accollarsi parte delle spese». Non ha dubbi il primo cittadino di San Gavino , Giovanni Cruccu: «La prima cosa da fare? Dal momento che la viabilità è di competenza della Provincia, mi auguro che finalmente si realizzi quella che per tutti è la rotonda della morte, sulla statale 197, al bivio per Villacidro». Per Cruccu l’emergenza delle emergenze: «Lo dicono i numeri della stazione dei carabinieri di Villacidro: negli ultimi anni ci sono stati 4 morti e 70 feriti».

LE COMPETENZE «Credo che un commissario – sostiene Rossella Pinna – sindaco di Guspinipoco o nulla possa fare in questo caos totale. Primo perché il suo compito si limita all’ordinaria amministrazione, poi perché non si sa quali siano le competenze che restano al territorio e chi se ne dovrà occupare. Un esempio: quando le scuole chiudono, iniziano i lavori per le manutenzioni ordinarie, si faranno? Quando e come? Vale anche per le strade e ancora di più per la Protezione civile: a chi spetta la gestione e il coordinamento?»

Determinato Sergio Murgia (Serramanna): «Il commissario è venuto per liquidare la Provincia, cosa ci si può aspettare? Assolutamente nulla. Cosa si può contestare? La vergogna di avere mandato a casa gli eletti dal popolo per fare spazio ai prescelti della politica». Telegrafico Pier Sandro Scano di Villamar: «Affidare prestissimo la gestione del territorio all’Unione dei Comuni».

LA CONTINUITÀ «Non è questo il momento – spiega Teresa Pani, di Villacidro – per rivendicare qualcosa per sé. C’è, invece, la necessità di un tavolo di confronto su quanto è stato fatto in questi otto anni e su come procedere sul cammino tracciato. Le fondamenta, infatti, sono poste, si tratta di capire il progetto che interessa il personale, il patrimonio, i servizi e quant’altro spetta all’ente intermedio». Così per il sindaco di Gonnosfanadiga, Nino Zanda. «È una fase – sottolinea Zanda- di totale incertezza. Non si capisce cosa sia venuto a fare un commissario prima ancora di conoscere quale sarà il futuro della Provincia. Faccio parte della commissione regionale per l’autonomia, dopo il referendum del 2012, abbiamo più volte sollevato il problema e sollecitato una legge di assetto territoriale, non siamo stati ascoltati. Un anno e mezzo dopo, alla vigilia delle elezioni, si spartiscono l’isola: la politica a danno dei cittadini».

LE RISORSE «Se dovessi chiedere una priorità – ribadisce Alessandro Collu di Sanluri – non esiterei: le scuole sono della Provincia, allora che si diano da fare per l’agibilità del teatro dell’istituto tecnico Vignarelli: l’unico del territorio con 600 posti a sedere. Una risorsa a favore dei tanti problemi legati ai pubblici spettacoli». Giuseppe Garau di Sardara punta dritto alle risorse del paese. «Premesso – dice – che ad un commissario spetti l’ordinarietà, mi auguro che nella riorganizzazione del Campidano si tenga conto della centralità geografica di Sardara, delle sue terme e dell’area artigianale sulla 131».

Fonte: Santina Ravì, Unione Sarda

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