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Riforma delle Province, il Consiglio Regionale non decide

Si ferma l’iter in Aula della legge di riordino delle Province della Sardegna che ritorna in commissione Autonomia e Riforme. Lo ha deciso l’intero Consiglio regionale approvando la proposta di pregiudiziale sospensiva posta dal leader dell’Udc, Giorgio Oppi, che ha chiesto un ulteriore “momento di riflessione” sulla materia.

La maggioranza di centrodestra che aveva tentato di portare avanti la riforma mette il freno a mano davanti alla complessità del riassetto, con il relativo trasferimento di personale e funzioni, anche dopo il confronto con il neonato comitato dei dipendenti delle Province.

Riforma delle Province, il Consiglio Regionale non decide

Riforma delle Province, il Consiglio Regionale non decide

LO STALLO E LA DECISIONE “C’è bisogno di dare certezze ai lavoratori e ai cittadini sui servizi – ha spiegato appoggiando la proposta di Oppi il coordinatore dei Riformatori e relatore di maggioranza della legge, Michele Cossa – Intanto abbiamo garantito che nessuno dei dipendenti perderà il proprio posto di lavoro”.

L’opposizione di centrosinistra aveva chiesto più volte, durante la discussione generale, il rinvio del provvedimento in commissione per rimettere mano al riordino degli Enti locali dell’Isola. Un concetto ribadito oggi in Aula dal capogruppo di Sel-Sl: “Il testo di legge deve essere rivisto complessivamente”, ha chiarito Daniele Cocco.

FRONTE LAVORATIVO Come preannunciato da Cossa, i dipendenti delle Province hanno incassato dai capigruppo del Consiglio regionale la garanzia che tutti i posti di lavoro verranno tutelati e che sarà mantenuto lo status di dipendente pubblico con contratto degli enti locali. E proprio in vista del riordino complessivo degli enti, oggi il neonato comitato dei dipendenti ha richiamato l’attenzione della politica con un presidio sotto il palazzo del Consiglio per ricordare la vertenza che coinvolge circa 2.000 lavoratori.

COSI’ I DIPENDENTI “Stiamo vivendo sulle nostre spalle una campagna di delegittimazione delle Province, compresa una frustrante discriminazione pubblica del dipendente provinciale – spiegano in un documento illustrato ai capigruppo – ma soprattutto una preoccupante incertezza sul futuro lavorativo”. Il comitato é nato per contrastare “un assoluto silenzio, a tutti i livelli,” calato sul destino lavorativo di migliaia di persone. Tuttavia, é stato precisato, non si pone contro ma “a fianco dei sindacati e della politica per porre sul tavolo problematiche sinora sottaciute e probabilmente sconosciute, a partire dalla tutela dello status, delle funzioni e del ruolo dei dipendenti provinciali”.

Fonte: Unione Sarda

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