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I Riformatori festeggiano in aula
I Riformatori festeggiano in aula

Un po’ c’eravamo anche abituati a scrivere quella strana sigla “VS”. Per noi della zona non era così difficile capire cosa volesse dire: “Vogliamo Soldi”. Ah no, Villacidro-Sanluri. Eppure noi sangavinesi la Provincia del Medio Campidano, chiamiamola così e non coi nomi dei due pseudo capoluoghi, non l’abbiamo mai digerita. Mai digerita in tutti i sensi, visto che il cibo era l’argomento principale, maiali sardi, fave, carciofi e chi più ne ha più ne metta! Bene, da un anno, le “nuove” province sono state abolite per volontà popolare. Eppure non era partita male l’avventura, ma negli ultimi anni la provincia si è un po’ persa, insomma è finita letteralmente in pentola.

Forse è stato cucinato qualcosa di indigesto che non è andato giù ai Riformatori Sardi, promotori dei famosi referendum. È notizia freschissima l’idea di commissariamento da parte della Regione, delle quattro nuove province più quella di Cagliari. Regione governata dal centrodestra, province governate (4 su 5) dal centrosinistra. Arriveremo alle elezioni regionali con una situazione politica ribaltata a tavolino. Come mai proprio a pochi mesi dalle elezioni, tutta questa fretta di chiudere l’esperienza delle otto province? L’ultima volta che qualcuno aveva avuto fretta, si era preso una multa a Natale per eccesso di velocità con la sua auto blu.

Non sarebbe stato meglio iniziare l’iter di chiusura delle Province subito dopo il referendum lasciandone tre o al massimo quattro? È così difficile rassegnarsi all’idea che qualche Provincia e qualche poltrona sparirà? Non si può trovare un accordo (visto che di accordi se ne intendono) tra le forze politiche per provare a seguire la volontà popolare? La risposta sarebbe scontata… se non fossimo in Italia.

Fonte: Luca Fois, Comprendo

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