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La madre dei vandali è sempre incinta

Vaso rotto in via Roma

Vaso rotto in via Roma

Fin da quando ero un bambino, uno degli scenari più deprimenti del mio paese è sempre stato come quelli che vi proponiamo nelle foto qui accanto. Un vaso, un lampione, un vetro rotto, e qualcuno che commenta sconsolato: “a San Gavino non dura mai nulla, rompono sempre tutto”. Gli anni passano, le generazioni hanno avuto il loro naturale ricambio, ma la storia è sempre la stessa.

I soliti ignoti, per noia (che non è una scusante) e per ignoranza (che è un’aggravante), si prodigano a distruggere il bene comune, dimostrando il loro immenso valore civico nel prendersela con oggetti inanimati rei di trovarsi sul suolo pubblico. Se la noia non è una scusante, nemmeno in un paese che probabilmente offre poche possibilità di svago (leggere un buon libro aiuterebbe, in tal senso), l’ignoranza porta a non calcolare che questi gesti condannano – anche gli autori – a vivere in un paese “più brutto”, e che per pagare i danni si spenderanno soldi pubblici che potrebbero essere investiti più proficuamente. Sarebbe bello che questi “elementi” investissero le loro energie in altro modo: magari nello studio, nello sport o magari nella creazione di qualcosa di positivo.

Lampione rotto in piazza Marconi

Lampione rotto in piazza Marconi

È facile distruggere quanto creato dagli altri (e il nostro paese ha una vocazione particolare per l’autodistruzione, in molteplici campi) ma è molto più difficile costruire qualcosa di buono con le proprie forze. Ma è anche infinitamente più soddisfacente vedere il frutto del proprio lavoro, piuttosto che il risultato di una notte di vandalismo. Viene da chiedersi se si tratti un problema di educazione, di cattivo esempio familiare, di tradizione sangavinese o di qualcos’altro che sinceramente non riusciamo a identificare.

A noi resta solo la desolazione della mattina successiva, in cui si raccolgono i cocci di un paese che fatica a risollevarsi. Speranze per il futuro? Poche. Del resto, si sa, la madre dei… vandali è sempre incinta!

Fonte: Simone Usai, Comprendo

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