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Il fuoco minaccia le case

E le fiamme arrivano a lambire anche il convento delle suore. I barracelli: «Il piromane visto scendere dall’auto».

Fiamme e panico all'ingresso del paese

Il fuoco minaccia le case

Attimi di paura per un incendio scoppiato in pieno giorno nell’area della vecchia ferrovia che da quasi cinque anni si trova in uno stato di penoso abbandono con le erbacce secche presenti in tantissimi punti. Le fiamme sono partite nel vecchio tracciato ferroviario in direzione Sanluri Stato e subito si sono propagate in un’area vicina destando preoccupazione e paura nel quartiere e nelle tante case costruite a ridosso della ferrovia. Attimi di paura in particolare in via Sardegna con le fiamme che si sono fermate a pochi metri dalle case. Non c’è stata evacuazione, ma c’è mancato poco che si sfiorasse la tragedia.

ANTINCENDIO Per fortuna è stato immediato l’intervento dei barracelli di San Gavino coordinati dal capitano Giampaolo Mascia che non hanno perso un attimo e hanno subito contattato la forestale. Sul posto sono arrivati anche i vigili del fuoco di Sanluri, i volontari della protezione civile dell’associazione sangavinese Euro 2001 che si occupa del servizio antincendio. Insomma un grande dispiegamento di forze che ha impedito che la situazione precipitasse e creasse situazioni di pericolo anche perché le lingue di fuoco sono arrivate a lambire il convento delle suore del Cuore Immacolato e addolorato di Maria, all’interno delle cui mura c’è anche l’antichissima chiesa di San Gavino Martire.

L’EX FERROVIA Sembra un film già visto, una situazione che si ripete da troppo tempo perché gli abitanti delle case lungo il vecchio tracciato ferroviario che si estende per alcuni chilometri all’interno del paese, lamentano lo stato di abbandono di un’area che attende ancora di essere riqualificata. I tempi per il passaggio di questa parte del paese, ora quasi fantasma, sono indefiniti e a soffrirne sono soprattutto le attività commerciali che devono fare i conti con il mancato flusso giornaliero di quasi 1500 pendolari che prendono il treno nella nuova stazione. Ora ad abitare la vecchia stazione sono i ratti, le zecche e gli stessi locali della biglietteria sono preda dei vandali che si ritrovano spesso la notte.

LE INDAGINI Intanto sono in corso gli accertamenti sull’origine dell’incendio e non si escludono colpi di scena. «Secondo alcuni testimoni – evidenzia il capitano dei barracelli Giampaolo Mascia – le fiamme sarebbero di origine dolosa. C’è chi dice di aver visto un uomo scendere da una macchina (pare una golf scura tra il blu e il nero), appiccare l’incendio e fuggire di corsa». Insomma una storia che si ripete quasi ogni anno e con il caldo e il vento le sterpaglie diventano una bomba a orologiera. Non mancano le aree degradate all’interno del paese e anche le campagne nelle ultime settimane sono state oggetto di numerosi incendi, la maggior parte dei quali di origine dolosa.

Gigi Pittau

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