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Rivoluzione a Torre dei Corsari

Dopo 50 anni nasce un’associazione: verranno chiesti servizi al Comune di Arbus. Via la vecchia “Comunione” dopo la perdita del caseggiato per la guardiania.

ARBUS Dopo quasi mezzo secolo di vita Torre dei Corsari, il villaggio turistico più popolato della Costa Verde, cambia gestione: la vecchia “Comunione” fa posto ad un’“associazione volontaria”. Nessun interesse economico da perseguire, ma soltanto, fatto ovvio e scontato a favore di 612 proprietari di seconde case: affidare la custodia del villaggio a quattro guardie giurate e chiedere al Comune di Arbus che si faccia carico delle infrastrutture con i soldi incassati dall’Imu, dai parcheggi a pagamento, dall’occupazione del suolo pubblico dagli ambulanti e dalle antenne delle telefonie mobili.

Torre dei Corsari

Torre dei Corsari

Niente di più. Un obbligo di legge e una questione di giustizia sociale per una località che versa nelle casse del Municipio come 800 mila euro l’anno. Problematica che ogni anno, ad ogni stagione estiva, accende le polemiche. Da una parte i condomini che spesso si sono trovati in contrasto con il Consiglio della Comunione il quale, invece di chiedere e lottare per ottenere i servizi, spesso si sostituisce al Comune, dall’altro il silenzio dei sindaci di turno.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la perdita dell’immobile, sede delle guardie. Nonostante il caseggiato appartenesse alla “Comunione”, in quanto ceduto dalla società lottizzante in cambio di crediti, è stato venduto all’asta, senza che nessuno degli amministratori abbia alzato un dito per difendere il diritto di proprietà ed attivarsi per intestare il bene. Da qui una serie di vicissitudini che hanno portato alla morte del comunione ed alla nascita dell’associazione.

Il presidente è Giuliano Piras, la vice Monica Soru. Il comitato di sorveglianza è invece formato dal presidente Vinicio Mancosu e dai soci Virgilio Casta e Mario Mura. L’impegno comune è riappropriarsi della guardiania, anche ricorrendo alle vie legali.

Fonte: Unione Sarda

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