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I container per i rom sfollati per alluvione

Dopo la bufala sugli “zingari” che avrebbero chiesto un risarcimento alla regione e dopo le primissime manifestazioni di intolleranza razziale da noi denunciate all’indomani dell’alluvione, siamo costretti (sic!) a tornare sull’argomento per cercare di far chiarezza sull’ennesima polemica sorta su Facebook (scambiato sempre più spesso per l’ufficio protocollo del Comune).

Bersaglio dell’odio cittadino, stavolta, sono gli alloggi di fortuna (container) in cui alcuni nomadi sono stati sistemati dopo l’allagamento del campo nella periferia di San Gavino Monreale. Sistemazioni di fortuna, senza rete idrica e tuttora privi di corrente elettrica. Questo risulta davvero così intollerabile?

Ma andiamo per ordine e ricostruiamo la vicenda. Perché quando si danno informazioni su Facebook, che si sia bloggers o giornalisti, o magari cittadini impegnati in campagna elettorale, si ha comunque il dovere di farlo bene. In questo caso sarebbe stato sufficiente recarsi in Comune e informarsi, come abbiamo fatto noi. E non è stato difficile conoscere lo stato reale della situazione.

Scopriamo infatti che il 21 novembre è giunto al Comune di San Gavino Monreale un “invito” con carattere di perentorietà, trasmesso dal Commissario Delegato per l’emergenza della Protezione Civile Nazionale Giorgio Onorato Cicalò, con cui si chiede testualmente di intraprendere “tutte le azioni di soccorso e assistenza” nei confronti del gruppo di nomadi “al fine di garantire una adeguata sistemazione”. Se il Comune non avesse provveduto, avrebbe rischiato una denuncia per omissione di soccorso e assistenza, punite dal Codice Penale della Repubblica Italiana.

Possiamo accusare una Pubblica Amministrazione di aver commesso la colpa di aver rispettato la legge? Noi pensiamo di no!

I container per i rom sfollati per alluvione

I container per i rom sfollati per alluvione

Nella foto sopra mostriamo alcuni dei sei moduli abitativi messi a disposizione dei nomadi, i quali saranno a spese della Protezione Civile Regionale o Nazionale (e non del Comune, come qualcuno affermava). Altri sono stati aloggiati nella cosiddetta “Casa di Funtana canna” (che a dir la verità è sprovvista dei servizi essenziali), i restanti alloggiano nei camper già a disposizione del gruppo rom.

Il Comune di San Gavino Monreale ha provveduto a sistemare una cisterna d’acqua potabile e tra pochi giorni verrà allacciata la corrente elettrica per garantire condizioni di vita umane. Queste persone hanno a disposizione dei bagni chimici, che affittano e provvedono a svuotare a spese loro.

Questo è quello che siamo riusciti a sapere informandoci presso il nostro Comune. Ricordiamo a tutta la popolazione che, domandando agli sportelli preposti, si ottengono spesso le risposte cercate. Scrivendo anatemi sui social network, invece, si scatena solo un tam tam di notizie infondate o completamente false. Il momento è difficile per tutti, ma scatenando l’odio gratuito verso gli altri la situazione non migliorerà per nessuno.

Nel caso non vi rispondano o troviate difficoltà a farvi ascoltare, potete rivolgervi a noi. Cercheremo di far arrivare le vostre voci nelle sedi opportune.

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