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In mezzo alle aziende alluvionate

I video, le foto e le testimonianze dell’alluvione, proposti da televisioni e siti di informazione locale nelle ore del disastro e nei giorni immediatamente successivi, hanno shockato tutta la popolazione, noi compresi.

A distanza di qualche giorno della furia di “Cleopatra”, abbiamo fatto visita a diverse attività della zona artigianale, sicuramente una delle aree di San Gavino Monreale colpite con più forza dall’esondazione del Flumini Mannu.

Siamo entrati in tre capannoni per capire i danni e soprattutto le prospettive “post-alluvione”. Ci vengono mostrate diverse foto e alcuni filmati ma ciò che ci impressiona di più è la forza con la quale viene raccontata la giornata di quel maledetto lunedì.

Zona PIP allagata

Zona PIP allagata

Sì, la forza, quella non manca di certo ai nostri compaesani: “ci potete vedere arrabbiati, ci potete vedere delusi ma credo sia difficile trovare qualcuno qui che stia piangendo, ci siamo messi subito a lavoro per sistemare il salvabile pur sapendo che il danno è stato enorme” ci dice la signora Annapina.

I segni dell’acqua sono ancora visibili, non bisogna dimenticare ciò che è accaduto il 18 novembre per far sì che ciò non si ripeta mai più. I detriti trasportati da quella enorme massa d’acqua sono finiti sparsi per tutta la zona artigianale: “è successo tutto in cinque minuti, non abbiamo fatto in tempo a organizzarci per evitare l’allagamento del capannone, dopo pochi minuti l’acqua era già arrivata a mezzo metro d’altezza. Poi è praticamente arrivata a quasi a un metro” ci dice Corrado. La cosa che più si nota però è la voglia di far passare in fretta il tutto, ripartire e rimettersi subito a lavoro, con o senza aiuti.

Tutti, nessuno escluso, si mostrano riconoscenti verso chi ha dato una mano, se non anche due, nel vero senso della parola: “dobbiamo ringraziare la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri, tutti quelli che ci hanno aiutato, amici, parenti, sconosciuti, davvero, non ci hanno abbandonati, anzi ci hanno aiutato tantissimo rischiando loro stessi” questa frase ce l’hanno detta praticamente tutti, sintomo che la “macchina” messa a punto per l’emergenza ha funzionato benissimo, nonostante la calamità fosse di portata davvero eccezionale.

D’altra parte ciò che contraddistingue i sardi, la qualità che ci rende famosi in tutto il mondo, è la tenacia. E noi l’abbiamo notata in tutti i sangavinesi che abbiamo incontrato in questi giorni.

Fonte: Luca Fois, Comprendo

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