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Emergenza alluvione: un’analisi tecnica

Abbiamo incontrato il sindaco Gianni Cruccu per fare un’analisi migliore di ciò che è successo, di ciò che sta succedendo e di ciò che naturalmente succederà. Il sindaco durante l’emergenza ha dovuto dirigere e coordinare i servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione, come prescritto dalla legge n.225 del 1992.

Emergenza Alluvione

Emergenza Alluvione

Possiamo serenamente dire che i danni alle persone nel nostro paese siano stati davvero minimi rispetto alle notizie arrivate dall’Oristanese e dal Nord Sardegna. La Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, la Forestale, i Carabinieri e tutti i volontari che si sono prodigati hanno fatto sì che l’emergenza fosse meno grave, è stato inoltre prontamente istituito il Centro Operativo Comunale presso il Comando della Polizia Municipale.

Ci viene comunicato che il sindaco ha già provveduto a far avere al capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, una lettera con delle richieste da suggerire al Governo: posticipo delle imposte di prossima scadenza, moratoria debiti per le aziende colpite, compensazione dei risarcimenti direttamente dal modello F24, esenzione della TARES.

Sperando che le promesse del Governo non siano fatte della stessa sostanza delle promesse per i terremotati d’Abruzzo, chiediamo a Gianni Cruccu cosa realmente si aspetta dall’esecutivo in carica e quali sono stati i limiti nella gestione di quest’emergenza: “Sono convinto, già dai primi passi fatti da questo Governo, che stavolta gli aiuti arriveranno celermente e con congruità rispetto alle necessità accertate. Ho visto che anche il Presidente della Regione ha avanzato le stesse richieste che noi Sindaci, perlomeno quelli presenti all’incontro con il Prefetto Gabrielli, abbiamo fatto, peraltro da parte mia anche con una richiesta scritta, e questo ci fa ben sperare. Devo anche aggiungere che lo stesso Prefetto, il Presidente Cappellacci ed il Commissario Delegato per l’Emergenza, ingegner Cicalò, hanno fatto i complimenti per come si sono svolti i soccorsi con il coordinamento dei Centri Operativi Comunali, della Protezione Civile, del Corpo Forestale e dei Carabinieri, che hanno effettuato decine di segnalazioni. Ho sentito che qualcuno ha parlato di persone che stavano al caldo mentre altri spalavano fango ma posso assicurare, e li ringrazio pubblicamente per ciò che hanno fatto, che i nostri operai, i vigili urbani ed alcuni amministratori, quelli che non erano impegnati a risolvere le loro personali difficoltà, in questa situazione, hanno gestito la criticità e l’emergenza con grandissimo impegno. Io, come già da lei ricordato, ho dovuto coordinare i servizi di soccorso e di assistenza, perché arrivavano decine e decine di richieste di aiuto.”

Allarme Coldiretti, danni e centinaia di animali morti

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Nel numero 39 di Comprendo del Luglio 2012 l’ingegner Alessandro Porru ci disse che era necessaria una celere pulizia dei corsi d’acqua: “Sono sicuramente d’accordo che i canali e i corsi d’acqua debbano essere puliti, ma in una situazione come quella del 18 novembre, come abbiamo potuto vedere anche in altre realtà, questo non sarebbe servito a nulla. Ma ci rendiamo conto veramente di cosa è successo? Questo si dimostra anche con una situazione locale: il rio Pardu, che qualcuno tempo fa ha definito un rigagnolo che non dava alcun fastidio, pur essendo stato ripulito di recente ha esondato di brutto. C’è poi da dire che la gestione dei corsi d’acqua non è di competenza del Comune ma di altri enti sovracomunali, che nonostante le nostre richieste non hanno potuto eseguire per la nota impossibilità di spendita a causa del Patto di Stabilità. Spero che questo terribile episodio faccia finalmente capire, a chi non l’ha finora fatto, che i vincoli del PAI e del Piano Stralcio delle Fasce Fluviali sono stati imposti dalla Regione, con uno studio serio e non con chiacchiere di bugiardi e incompetenti. Il Distretto Idrografico, con delibera n. 3 del 13 novembre 2013 ha finalmente approvato la variante al PAI presentata dal nostro Comune. Dal momento in cui sarà pubblicata sul BURAS potranno partire progettazione e lavori per la mitigazione del rischio idrogeologico.”

Abbiamo risentito anche l’ingegner Porru: “Quanto accaduto lunedì ci ha confermato che a San Gavino esiste un pericolo idraulico che non può essere sottovalutato, né tanto meno minimizzato, per via delle restrizioni edificatorie sulle aree soggette a rischio. Certo l’evento è stato di portata eccezionale, ma come possiamo escludere la possibilità che si ripresenti un fenomeno simile o d’intensità anche maggiore? La climatologia si sta modificando e queste intense precipitazioni potrebbero avvenire più spesso, è quindi nostro dovere adeguare la sezione dei corsi d’acqua alle nuove portate e mantenerli costantemente puliti”.

La nostra idea è quella che forse nel tempo dovremo imparare a convivere con situazioni del genere, visto l’oramai clima tropicale che contraddistingue il nostro territorio, sperando che dal punto di vista della prevenzione i cittadini facciano la loro parte così come le istituzioni di qualsiasi livello siano.

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