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mercoledì, 28 Ottobre 2020

Una lettera aperta al sindaco di Milano

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Giuliano Pisapia
Giuliano Pisapia

Nei giorni scorsi abbiamo letto la lettera aperta scritta da Francesco Piras, musicista sangavinese, indirizzata al sindaco di Milano Giuliano Pisapia.

Non possiamo che condividerne ogni parola, per questo ci teniamo a condividerla a nostra volta con voi tutti.

Caro Giuliano Pisapia,
Sindaco di Milano, mi trovo costretto a scriverle qui per renderla partecipe dell’umiliazione perpetrata a me in qualità di cittadino, prima che di musicista e artista di strada. Lo scorso 27 Luglio sono stato multato per 150 euro insieme ad altri 5 colleghi, per un totale di 900 euro, in seguito alla nostra performance della durata di 15 minuti scarsi avvenuta in corso Vittorio Emanuele.

Precedentemente, prima che entrasse in vigore il nuovo regolamento in merito all’arte di strada, ero stato, insieme agli stessi colleghi, presso l’ufficio dell’assessore Granelli per esporre le nostre perplessita’ rispetto al regolamento e dimostrarne gli evidenti limiti. Granelli si dimostra d’accordo e addirittura si sbilancia promettendo in capo a due settimane un provvedimento che, attraverso una deroga interpretativa ci avrebbe permesso intanto di lavorare in attesa dell’entrata in vigore del nuovo regolamento, che a sua volta poi avrebbe dovuto accogliere ( visto che erano presenti anche i promotori Gibillini e Terzi ) le istanze da noi messe in luce in quella sede, ovvero un limite non inferiore a sei persone e la possibilità’ di ottenere il permesso gratuito online, senza dover perdere ore e ore per fare la fila, considerando che poi i guadagni di questa attività sono quantomai esigui.

La parola non è stata mantenuta, non c’è stata la deroga interpretativa e il nuovo regolamento è favorevole a una cerchia di persone dalla dubbia e spesso scadente qualità e preparazione.
Da vent’anni la musica è la mia vita e non posso permettere che il valore della mia dedizione e la qualità di quello che faccio insieme ai miei amici e colleghi possa essere remunerato nei locali e nei teatri e non possa esistere praticamente gratis nelle strade della città in cui vivo.

Il ricorso alla multa è stato respinto, o meglio è stato accettato solo per uno di noi, quello che ha firmato nell’ufficio deputato alla consegna della richiesta di ricorso.

Di fatto a me e agli altri (Gianluca Elia, Alessandro Centolanza, Vito Zeno, Andrea Catagnoli ) rimane sul groppone una pendenza di 150 euro, del tutto fuori luogo rispetto al nostro crimine, di pessimo gusto perchè umilia una categoria gia’ ampiamente tormentata dalle istituzioni, e sintomatica, visto che non rimborsa proprio nessuno se non le casse del Comune, solo dello zelo ai limiti della decenza, con cui alcuni vigili svolgono il loro lavoro, ovviamente davanti allo sbigottimento della cittadinanza presente, di loro puo’ andare fiero!

In ultima analisi considero lei, in qualità di primo cittadino, dato che io sono l’ultimo, depositario della responsabilità morale di questa situazione, perchè penso di meritare molto meglio per me e per tutta la città, come lo pensavo quando suonavo in strada per sostenere la sua candidatura in campagna elettorale. Non chiedevo a lei i miracoli, solo un poco di buonsenso e di buongusto, e nessuno allora mi ha chiesto il permesso.

Le auguro un anno almeno normale e la saluto confidando in un suo riscontro a questo mio ultimo appello.

Francesco Piras

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