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Interviste ai (sostenitori dei) candidati: Lorenzo Argiolas

Fratelli d’Italia ha candidato a San Gavino il consigliere uscente Paolo Terzo Sanna. Col suo apporto e il voto dato al candidato di Arbus Gianni Lampis dai sangavinesi, il partito ha raggiunto la quarta posizione tra i partiti più votati. Visto il dato interessante, abbiamo sentito uno degli esponenti di punta del gruppo locale, ovvero Lorenzo Argiolas, per discutere del risultato ottenuto e sentire le sue considerazioni sulle regionali 2014.

Lorenzo Argiolas

Lorenzo Argiolas (a destra)

Partiamo da un dato: uno dei vostri candidati è stato tra i più votati nel medio campidano ma non è riuscito ad entrare in consiglio. Colpa di una legge elettorale sbagliata o semplicemente ne servivano molti voti in più?
“Gianni Lampis, forte di 1.216 preferenze, è stato il nostro candidato fra i più votati e siamo felici di questo risultato, con 2.659 voti e il 7,29% siamo la Provincia in cui Fratelli d’Italia ha ottenuto la percentuale più alta. Rimane ancora in dubbio però il responso della corte d’appello che si dovrà pronunciare sull’elezione dei consiglieri regionali, perciò fino ad allora non possiamo ancora dire l’ultima parola, attendiamo fiduciosi. Però ovviamente le carenze di questa legge elettorale sono gravi ed evidenti visto che a quasi una settimana dal voto non conosciamo ancora i nomi degli eletti”.

Avete sostenuto un candidato di Arbus nonostante vi fosse nelle vostre fila un candidato locale. Come mai? Avete avuto degli ostacoli nella vostra campagna?
“La scelta di sostenere Gianni è stata solo mia, non del partito Sangavinese che ha supportato tutti e 4 i candidati. Ho portato Gianni perché oltre ad essere un amico lo ritengo una persona valida e preparata che in questi anni si è fatto conoscere non solo per essere uno degli amministratori più giovani del territorio, e i risultati lo dimostrano. Ma non sono andato contro Paolo Terzo Sanna, anzi. Sono stati in molti a dirmi che avrebbero preferito dare la propria fiducia ad un candidato locale, Paolo è una persona che stimo molto”.

Vince Pigliaru. Cosa cambia secondo te, se cambia qualcosa e dove ha perso Cappellacci?
“Vince l’astensionismo. Al di là del risultato bisogna analizzare questo dato di fatto, non condivido il gesto di chi si astiene, ma non mi sento nemmeno di condannare chi non ha votato perché deluso da una politica sempre più distante dai bisogni del cittadino. Aspetto di vedere i primi provvedimenti che prenderà il prof. Pigliaru, non giudico a priori. Cappellacci ha preso meno voti rispetto alle liste a lui collegate, e questo di per se è un dato che ci deve far riflettere”.

Fratelli d’Italia risulta essere il quarto partito a San Gavino. Te lo aspettavi? Ritieni possiate crescere ancora? Quali sono i vostri obiettivi?
“Il 7% è un risultato positivo, non mi aspettavo potessimo crescere così tanto rispetto alle politiche dello scorso anno quando prendemmo l’1,4% ma non ci fermiamo qua. Intendiamo crescere ancora di più e coinvolgere diversi giovani che si stanno avvicinando con interesse alla nostra realtà. L’obiettivo principale rimane quello di fornire un alternativa valida ai cittadini, rispetto alle politiche di questi anni, procediamo nel seguire un percorso. La prossima settimana, infatti, organizzeremo le primarie che stabiliranno le linee politiche e il nuovo simbolo del partito anche in Sardegna”.

Il Pd rimane il partito più votato. Però si segnala l’ascesa di zona franca. Cosa ne pensi dei voti da loro raggiunti? È giusto il dato del 16% citato da Esu?
“Hanno fatto un buon lavoro riuscendo a catalizzare un buon numero di elettori delusi dalle sigle di partito, dai volti noti e dalla politica in generale. Sarà interessante vedere cosa farà il Movimento Zona Franca all’indomani di quest’esperienza”.

Cosa pensi succederà alle comunali? Fratelli d’Italia si presenterà con una propria lista? Chi appoggerete nel caso?
“Non credo presenteremo una nostra lista. L’ho sempre detto e continuerò a ripeterlo a scanso di equivoci: siamo disponibili a dialogare con chiunque abbia a cuore l’interesse di San Gavino e dei Sangavinesi prima delle sorti del proprio partito. Vedremo”.

Intervista di Simone Spada

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