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Tutto sulla storia dell’ora legale

Qualcuno proprio non riesce ad abituarcisi. Altri, invece, se ne dimenticano e arrivano un’ora in ritardo la mattina successiva. Per altri ancora è ormai un’abitudine consolidata come l’arrivo della primavera. Stiamo parlando dell’ora legale, ovvero quel mettere avanti le lancette di un’ora, guadagnando 60 minuti di luce rispetto al tempo scandito dal sole.
Un espediente le cui origini affondano nella storia antica, se è vero che già i Romani avevano degli orologi ad acqua contraddistinti da tacche differenti a seconda del periodo dell’anno.

L’esigenza di “andare un po’ più avanti del sole” è sempre stata legata al discorso della produttività e, successivamente, del risparmio energetico.
Fino al 1784, comunque, nessuno aveva pensato di istituzionalizzare quelle che, per molti, erano naturali abitudini. Fu Benjamin Franklin, scienziato, politico, esperto botanico, inventore delle lenti bifocali e del parafulmine, il primo a presentare un “progetto economico per la riduzione del costo della Luce”. All’epoca, ben pochi si lasciarono convincere, forse non aiutati dalla proposta di Franklin di una sveglia collettiva a base di colpi di cannone e suono di campane.

Bisognerà aspettare più di un secolo perché, nel 1907, il costruttore inglese William Willet riprenda il discorso e perché l’avvento della Prima Guerra Mondiale imponga un effettivo, e comunemente sentito, bisogno di risparmio energetico. Ecco, allora, che nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra istituì il British Summer Time, che prevedeva lo spostamento delle lancette in avanti di un’ora durante l’estate.

In Italia l’ora legale fu introdotta nel 1916 per la prima volta e, dopo una serie di abolizioni e riprese, nel 1966 che divenne definitiva.
Questo breve riassunto basta per far capire quanto sia ricca e interessante la storia dell’ora legale, perfettamente riassunta dall’infografica realizzata da Tempur e consultabile qui.
Qui si possono vedere, in modo semplice, immediato e accattivante, tutti i passaggi visti finora. Ma non solo: l’ora legale, infatti, influendo in maniera diretta sulla vita di tutti i giorni delle persone, ha sempre portato con sé una serie di conseguenze.

Analizzando l’infografica si scopre, per esempio, che sono 70 i paesi che oggi adottano l’ora legale e che solo India, Cina e Giappone sono le nazioni industrializzate che non prevedono alcun tipo di risparmio energetico basato sulla luce del giorno.
Per quanto concerne le abitudini più comuni, invece, l’ora legale comporta inevitabilmente qualche “scombussolamento”, specie nei bambini più piccoli. Alcuni accorgimenti pratici, però, permettono di prepararsi al meglio al passaggio di orario e ad assorbirne in maniera più naturale gli effetti. Non mancano, comunque, anche gli aspetti negativi, sempre ben riassunti dall’infografica in questione: una diminuzione del sonno, per esempio, può aumentare il rischio di problemi cardiaci; mentre, per chi vive di agricoltura, portare avanti l’orologio significa avere meno luce di mattina, con conseguenti svantaggi per il proprio lavoro.

Insomma, dalla folle idea di una sveglia a colpi di cannone, ai decreti legge che istituzionalizzano un orario valido praticamente in tutto il mondo, l’ora legale è destinata a suscitare sempre un animato dibattito.

Tutto sulla storia dell'ora legale

Tutto sulla storia dell’ora legale

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