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Vi sveliamo tutti i segreti del murales

Non sempre tutto è spiegabile razionalmente. Talvolta le cose succedono perché un gruppo di amici vuole che succedano. È questo ciò che è avvenuto a San Gavino negli ultimi mesi.

Vi sveliamo tutti i segreti del murales

Vi sveliamo tutti i segreti del murales

Seppur la popolazione abbia potuto ammirare l’inaugurazione del murale durante la serata di venerdì 29 agosto, la vicenda dura da circa un anno, da quando, finita la prima festa in onore di Skizzo (Simone Farci) il gruppo spontaneo che l’aveva organizzata, doveva decidere il da farsi per quanto riguarda la cifra raccolta.

Bisognava trovare un modo in cui omaggiare Simone. Durante una cena nacque l’idea del murale, ma serviva tutto, il benestare della famiglia, l’ok dell’amministrazione comunale, l’artista e i soldi. Fortunatamente nessuna delle cose risultò un problema, la famiglia accettò subito, così come diede prontamente il proprio benestare la Giunta Cruccu, in carica all’epoca della richiesta.

L’attuale Giunta Tomasi, subentrata a progetto in corso, si è dimostrata altrettanto solidale. I soldi c’erano e l’artista pure, Giorgio Casu, Jorghe, che grazie alla disponibilità di un gruppo di amici e all’aiuto di tanti sangavinesi ha potuto concludere l’opera in breve tempo. Chi ha portato la manodopera, chi ha portato da bere, chi da mangiare, insomma tutti hanno fatto la propria parte e nelle prossime pagine troverete un approfondimento con i dettagli e l’interpretazione del significato dell’opera d’arte..

Murale o murales?

Durante questo mese siamo stati colti da un dubbio. Si scrive “murale” o “murales”? Abbiamo visitato il sito dell’Accademia della Crusca che ci dice che la voce di origine spagnola “murales” è solo plurale, mentre al singolare è preferibile usare l’italiano “murale” o lo spagnolo “mural”. Ma “murales” è una forma usata abbastanza frequentemente e in modo improprio, anche per il singolare, a causa della tendenza a considerare invariabili parole straniere entrate al plurale (si vedano i dizionari Treccani, Garzanti, Gradit, Devoto Oli). Insomma, chi sbaglia lo fa a ragione. C’è giusto una “S” di differenza, la S di Skizzo.

Giorgio Casu svela tutti i segreti del murales

Abbiamo incontrato Giorgio Casu per capire meglio la sua opera e abbiamo scoperto che per il murale, dipinto completamente a pennello, è stata utilizzata la tecnica del trompe-l’oeil (tradotto dal francese “inganna l’occhio”), un genere pittorico che illude l’osservatore facendogli credere di guardare oggetti reali e tridimensionali ma in realtà dipinti su una superficie bidimensionale.

Vi sveliamo tutti i segreti del murales

Vi sveliamo tutti i segreti del murales

Sul murale è stato utilizzato un linguaggio classico tipico del Sud e Centro America adottato poi anche nei tipici murales di Orgosolo e San Sperate.

Nel muro di piazza Sanna è rappresentato ciò che si vedrebbe se quel muro e le case di San Gavino non esistessero.

Analizzando poi gli elementi dell’opera di Jorghe notiamo subito i mattoni ai lati, che rappresentato l’appena citato “muro bucato” che parte dalla realtà per arrivare alla magia, un realismo magico che riempie la parete larga circa diciotto metri e alta sei.

Ci chiediamo subito che ore del giorno possano essere nell’opera, visto che la luce c’è ma non si vede il sole, è appunto l’orario del “twilight” (crepuscolo), quando il chiarore della luce rimane ma il sole è già tramontato.

Vi sveliamo tutti i segreti del murales

Vi sveliamo tutti i segreti del murales

Sulla destra è ritratta la fonderia, rappresentata da un faro, simbolo di una meta da raggiungere, elemento tipico dei lavori di Giorgio Casu. Si distinguono poi due paesi, uno è sicuramente Villacidro visto che sono state raffigurate due fabbriche storiche: la Snia e la Scaini.
L’altro paese potrebbe essere Guspini o Gonnosfanadiga, ognuno di noi può immaginare il paese che preferisce.

E ognuno di noi ammirando il murale può fantasticare.

Si possono distinguere sia l’Arcuentu che le due località marine spesso frequentate dai sangavinesi, Pistis e Torre dei Corsari, omaggio anche ai diversi surfisti del paese.

Al treno invece, chiunque può dare il significato che preferisce, simbolo del passato di San Gavino, simbolo di viaggi e simbolo di speranza. Nel cielo oltre alle nuvole rosa e ai simboli tipici delle opere di Jorghe, spiccano due fenicotteri, caratteristici della zona, che proprio durante le notti d’agosto in cui si stava realizzando l’opera, hanno sorvolato le nostre teste.

Il fenicottero è simbolo dell’emigrazione di tanti sangavinesi e anche di Simone, partito presto da casa come tanti della sua generazione. Gli occhi dei fenicotteri sono gli occhi di Buddha, anche questo elemento tipico dell’artista.

Così come la base dell’opera rappresentata da mattoni rossi, che hanno anche una valenza storica, spesso li troviamo simili nella case padronali sarde. Continuando a guardare a destra del murale veniamo attratti da due cose, si nota la rappresentazione del vento caratteristico della nostra zona, ma soprattutto si legge una frase “La vita è bella”.

Era la frase che Simone aveva nel suo computer durante la sofferenza della malattia, è stata la prima cosa scritta dall’artista nel muro appena diventato bianco.

Vi sveliamo tutti i segreti del murales

Vi sveliamo tutti i segreti del murales

Come i più attenti avranno notato, oltre al murale è stata ridisegnata tutta la piazza, che da troppo tempo era stata abbandonata al suo destino, sono state curate le aiuole, il pavimento è stato disegnato in onore al mago di Oz, gli alberi sono stati colorati di bianco con della calce apposita per disinfettarli e i mattoncini della piazza sono stati colorati di bianco e grigio come lo studio newyorkese di Giorgio Casu.

Con l’aggiunta di posaceneri, cestini e di un faro che illumina e valorizza l’opera, si può dire dal 29 agosto San Gavino Monreale possa guardare al futuro con un pizzico di allegria in più.

Chi è Giorgio Casu

Jorghe, trentanovenne sangavinese, che ha girato il mondo per cullare il suo sogno di artista. Nel 2010 è salito alle cronache internazionali perché il suo quadro ritraente il presidente degli Stati Uniti, Obama, è stato esposto alla Casa Bianca per un gala di beneficenza pro Haiti. È di pochi mesi fa la notizia che uno dei suoi dipinti più celebri, “The Owl” (il gufo), è stato esposto a Times Square, uno dei maggiori incroci del distretto newyorkese di Manhattan.

Chi era Simone Farci

Simone Farci, conosciuto da tutti come Skizzo, è nato a San Gavino il 15 Novembre 1975, presa la qualifica di cuoco presso l’istituto alberghiero di Alghero, nel ’93 è partito per Rimini per lavorare nella ristorazione. Ha lavorato successivamente nello stesso campo anche a San Gavino, in Germania e infine in Spagna. Il 19 Agosto del 2013, troppo presto e troppo in fretta un male che non perdona l’ha portato via.

Fonte: Luca Fois, Comprendo

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