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sabato, Maggio 30 2020

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Il ballo sardo campidanese si balla con la musica delle “launeddas” (solo dopo il 1930 si diffusero in Sardegna l’organetto e la fisarmonica), insostituibili per ballare il vero ballo campidanese. Senza questo strumento i piedi dei ballerini si spengono, e i movimenti diventano impacciati e senza vitalità. I ballerini devono essere giovani in piena forma fisica, particolarmente portati per questo ballo ed essere seguiti da un esperto insegnante.

Il vero ballo sardo campidanese
Il vero ballo sardo campidanese

Si svolge in tre tempi, normalmente si inizia col piede sinistro e si chiude il tempo col destro, tranne in due casi in cui si inizia col destro e si chiude sempre col destro. I passi sono i seguenti: Passu in tresi (con inizio sinistro o destro), Passu torrau (con inizio sinistro o destro), Passu andai e torrai, Passu andai e torrai incrociau, Passu incrociau, Passu laterali, Passu appuntau e Marghinesa (questi ultimi due solo per i più bravi).

Il ballo si esegue in punta di piedi, i tacchi non devono mai toccare per terra, i passi devono essere stretti, i piedi si devono sfiorare uno con l’altro (e per questo le scarpe devono essere leggere col tacco basso per l’uomo, senza tacco per la donna).

Durante l’esecuzione, l’impegno e la concentrazione devono essere tali che tutta l’energia posseduta deve essere ceduta in circa dieci minuti. Ciò significa che questo ballo non si può ballare per ore come talvolta accade perché in questo caso più che di ballo campidanese si tratta di “passeggiata” campidanese. I movimenti devono essere senza scossoni seguendo il ritmo e la melodia, in questo modo i piedi vibreranno insieme a tutto il corpo (che deve essere rigido e vibrante, inoltre i piedi devono dare la sensazione di sfiorare il pavimento in modo che chi balla sembri quasi privo di peso cioè leggerissimo).

Nel caso di un gruppo folk è indispensabile che il talento lo possiedano almeno i componenti della coppia principale in quanto tutto ruota intorno a loro. I movimenti dei passi sopra elencati sono schematici, ripetibili (non casuali) quindi ne risulta una sincronia perfetta tra tutti i ballerini. Il numero ideale per eseguire le variazioni coreografiche è di otto coppie.

Sul finire le coppie si trovano tutte in riga sulla parte centrale del palco, la prima coppia di sinistra quella che ha condotto il ballo fino a quel momento (i due ballerini più bravi) si staccano dal gruppo e con dei passi particolari raggiungono il centro della parte anteriore del palco (la parte più vicina al pubblico) ed eseguono i passi più complessi e per finire “sa marghinesa” (movimenti presi dalla danza campidanese che normalmente viene eseguita in sei tempi) quindi eseguendola in tre tempi raddoppia la velocità rendendo il tutto molto spettacolare.

Come avrete capito solo nella parte finale con “sa marghinesa” i due ballerini principali eseguono dei passi diversi rispetto agli altri, che nel frattempo continuano con passi normali. Se siete interessati e volete contribuire a questo progetto potete contattare Renato Cogoni al numero 338.8216282 oppure alla mail scivoo@gmail.com.

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