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giovedì, 26 Novembre 2020

Carnevale: un rinnovamento complicato

Emergenza sanitaria

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Manca poco al giovedì grasso che segna l’inizio del Carnevale Sangavinese.

Vi raccontiamo l’avvicinamento all’evento attraverso cinque voci importanti.

“Bisogna dare una sterzata alla manifestazione” afferma Alfonso Altea presidente dell’associazione culturale BlackLab che ha presentato un progetto inerente all’evento nove mesi fa “erano tante le novità; una promozione su larga scala, collaborazioni con altri eventi, enogastronomia, artisti di strada, coreografie, installazioni scenografiche, musica, un’attenzione particolare per le attività commerciali del paese” chiarisce Altea “tutti avrebbero avuto la loro vetrina all’interno di un evento diverso dalla solita routine. Tutte le fasce di età avrebbero concorso a rinnovare il Carnevale. Scuole, anziani, banda musicale, scuole di danza, sarebbero stati tutti protagonisti. L’unico modo di rilanciare l’evento sarebbe quello di ridurre la quantità per poter poi aumentare la qualità e realizzare finalmente un carnevale a costo zero per la comunità, ma che porti una ricaduta economica nel paese.”

Abbiamo sentito l’Oktoberfest Group che ha organizzato il Carnevale nel 2012: “le polemiche che sentiamo sono sempre le stesse, quest’anno staremo a guardare da semplici spettatori e posso dire che il progetto di BlackLab per alcuni tratti, soprattutto quando sono messi in primo piano bambini e famiglie, coincide con le nostre idee” ci dice il vicepresidente Andrea Pusceddu che continua “quando l’abbiamo organizzato non vedevamo l’ora finisse per paura che potesse succedere qualcosa di grave tra chi abusa di alcool e droghe. Il carnevale va cambiato, abbiamo iniziato a puntare sui bambini, sui gruppi di anziani e sulle famiglie, nella nostra associazione siamo quasi tutti sposati con figli e si ragiona più in prospettiva. A San Gavino sembra che sia stato più importante fare le sfilate che non farle bene.”

Carnevale Sangavinese
Carnevale Sangavinese

Di seguito l’opinione del Fibra Ottica che dal 1994 onora il carnevale con ottimi carri: “ci sentiamo snobbati” ci dice Gianluca Zaru che prosegue “ci meravigliamo che anche il vicesindaco Nicola Ennas sostenga che il Carnevale di San Gavino non siano i carri. La sfilata è improntata sui carri allegorici, per capirci è come andare alla Sartiglia e non trovare cavalli e cavalieri. I soldi son sempre meno, ne siamo consapevoli, ma si sarebbe potuto affrontare il discorso in maniera diversa. Bisognerebbe sensibilizzare di più chi veramente ci guadagna dall’evento, ristoratori, pizzerie e bar.”

Diverso invece l’aspetto trattato da Claudio Seda presidente dell’Euro 2001: “non abbiamo partecipato alla riunione del 21 gennaio perché non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione e perché comunque per noi avrebbe più senso partecipare ad una riunione con le forze dell’ordine e i vigili urbani. Le riunioni organizzative andavano fatte con i dovuti tempi. Ci troviamo equiparati ad altre associazioni che hanno ben poco da spartire col nostro operato. Restiamo a disposizione per chiarimenti e confronti, come sempre.”

Chiudiamo col vicesindaco Nicola Ennas: “Siamo al momento zero, il momento in cui rimettere in moto il Carnevale Sangavinese e lo vogliamo fare in modo sobrio e contestuale. Se negli anni l’evento è peggiorato la responsabilità è da ricercare tra i soggetti coinvolti. Le amministrazioni comunali hanno erogato contributi sostanziosi, ma l’evento non ha trovato un equilibrio per autogestirsi. Prendiamo atto che non esiste un comitato referente e che negli ultimi anni l’organizzatore è costantemente cambiato. Il Comune non può avere il compito di organizzare eventi bensì ha il dovere di creare i presupposti affinché il carnevale si faccia a beneficio della collettività. Non riteniamo opportuno destinare risorse a perdere e che non abbiano una ricaduta positiva per l’intera comunità, e per questo abbiamo voluto coinvolgere le associazioni locali. La risposta non è stata massiccia e forse c’è bisogno ancora di riflettere, ma per il futuro l’auspicio è che questo evento possa tornare ad essere da stimolo per la microeconomia locale e per gli appassionati che hanno sempre partecipato da protagonisti. Come amministrazione crediamo in questa opportunità”.

Luca Fois, Comprendo

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