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San Gavino Monreale
martedì, 1 Dicembre 2020

Il Comune risponde su calcinacci e TARES

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Riteniamo assolutamente necessario fornire un riscontro chiaro ed oggettivo a quanto emerso nell’articolo apparso sul sito informativo locale “San Gavino Monreale . Net” in relazione alle rimostranze espresse dal nostro concittadino Antonio Perra, il quale ha segnalato l’impossibilità di conferire dieci bidoni ricolmi di calcinacci della sua abitazione al centro di raccolta differenziata in Zona PIP.

L'auto di Antonio Perra parcheggiata per protesta davanti al Municipio
L’auto di Antonio Perra parcheggiata per protesta davanti al Municipio

Al rammarico e all’incredulità del suddetto cittadino ammettiamo che fanno da contraltare la nostra sorpresa e meraviglia, se possibile, ancor maggiori.

Ciò in virtù del fatto che i materiali da demolizione costituiscono dei rifiuti speciali non assimilati agli urbani, per cui le imprese di costruzione, impiantistica e finitura che operano nei cantieri, o che comunque producono rifiuti speciali con la loro attività, devono conferirli in discariche per inerti specializzate ed autorizzate, gestite da soggetti privati.

Tuttavia, con l’unico scopo di venire incontro al cittadino, si concede ai privati di conferire rifiuti da costruzione e demolizione derivanti dalle attività di manutenzione ordinaria della propria abitazione alla piattaforma ecologica comunale, a condizione però, si badi bene, che i materiali inerti siano stati prodotti da utenti domestici e che soprattutto non si superi il peso complessivo di 30 kg. Neppure si consentono conferimenti multipli e ripetuti relativi a materiali inerti provenienti dalla stessa operazione di manutenzione ordinaria. A questo punto potrebbe essere superfluo sottolineare, dunque, che il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES) davvero nulla a che vedere con lo smaltimento dei rifiuti speciali.

Il cittadino Antonio Perra, per sua stessa ammissione, intendeva conferire nell’ecocentro ben 10 bidoni da circa 14 litri colmi di calcinacci asportati dai cornicioni pericolanti della propria abitazione, eccedendo di gran lunga il limite imposto dei 30 kg complessivi.

Inoltre la soluzione da questi prospettata di avvalersi dell’aiuto di parenti o conoscenti per il conferimento multiplo e ripetuto avrebbe ugualmente infranto la legge in modo grave. Se un’area autorizzata atta ad accogliere rifiuti inerti per un totale complessivo maggiore di 30 kg è presente nei Comuni di Sardara e Villacidro, per esempio, ma non in quello di San Gavino Monreale, non è certamente possibile imputarlo a una mancanza dell’istituzione comunale, ma bensì a una semplice logica di mercato che esula dalle nostre competenze ed incombenze.

Pur apprezzando l’educazione civica del summenzionato cittadino, che ha optato per non delinquere con l’azione di scaricare abusivamente in una buca in campagna il suo carico di rifiuti inerti, non possiamo certamente condividerne l’irritazione o lo sconcerto, assolutamente ingiustificati.

Per quanto riguarda invece la domanda provocatoria riguardo all’obbligo di continuare a pagare la TARES, la risposta è sì: la TARES si paga comunque, ma per tutt’altro genere di servizi, senza attinenza alcuna con il conferimento di materiali da demolizione.

La Giunta Comunale

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