Trattorando 2019
Monumenti Aperti Tutto l'Anno | San Gavino Monreale Mappa dei Murales Sangavinesi

Resta in contatto con San Gavino Monreale . Net!

RSS FeedYoutube

Sardegna, l’isola si mobilita per la regolamentazione del gioco d’azzardo

Pochi giorni fa, a Bosa, comune in provincia di Oristano, è stato consegnato, da parte dell’amministrazione comunale, un attestato di riconoscimento ai gestori dei bar che hanno eliminato le slot machine dai loro locali.

Sardegna, l’isola si mobilita per la regolamentazione del gioco d’azzardo

Sardegna, l’isola si mobilita per la regolamentazione del gioco d’azzardo

Si tratta di ben 16 operatori che, così come previsto dai regolamenti comunali, potranno beneficiare di uno sconto del 10 per cento sulla tassa di occupazione del suolo pubblico e un ulteriore 10 per cento sulla tassa rifiuti”, ha spiegato il vice sindaco Maura Cossu.

Sassari e Oristano, sono le due province dell’isola a contare il maggior numero di slot-machine sul proprio territorio. Oristano, al primo posto nella classifica nazionale, conta 453 locali autorizzati al gioco d’azzardo, uno ogni 362 abitanti. Nel territorio sassarese si contano 1780 slot machine, una ogni 70 abitanti; sono più di 400 i locali, tra bar, tabaccherie, sale giochi, nei quali è in funzione almeno una macchinetta elettronica. A livello nazionale, il capoluogo sardo, sfiora il podio nella classifica per consumo di gioco d’azzardo, scavalcando grandi città come Roma e Napoli. New Slot e Vlt le preferite dagli amanti del settore con una spesa procapite annua di 610 euro.

La Sardegna conta un volume di gioco pari a 1.008.000 e la spesa per giocatore è di 233 euro.

Lo scorso anno, la regione, si è dotata di una legge, volta a prevenire il fenomeno ludopatico, considerando che i giocatori problematici, nell’isola, superano la media nazionale. 300 gli assististi dall’Assi.Gap, che opera sul territorio, in collaborazione con i Serd, promuovendo azioni a sostegno dei giocatori ludopatici. 3 milioni quelli a rischio patologico e 800.000 quelli già patologici. Ad aggravare il quadro della situazione, è la presenza di adolescenti tra le fila dei giocatori a rischio. Ragion per cui, Gregorio Salis, psicologo del Serd di Sassari, ha sottolineato l’efficacia educativa che potrebbe avere l’informazione tra le pareti scolastiche: “È comunque importante non criminalizzare in assoluto il fenomeno perché si ottiene l’effetto contrario, ma è necessaria un’opera di divulgazione, a partire dalle scuole coinvolgendo anche le famiglie dei ragazzi e gli operatori sociali”.

In risposta alla legge regionale, che tra le altre, prevede degli incentivi per gli esercenti che rinunciano a collocare le macchinette nei propri locali, insieme alla creazione di un marchio “Slot free”, l’esempio del comune di Bosa, rappresenta una risposta coerente dei principi dettati dalla suddetta regolamentazione.

Lascia un commento