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Fabio Aru, il sogno è vicino!

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La 20/a tappa (vinta da Plaza) è un romanzo: il villacidrese Fabio Aru attacca a 50 chilometri dalla fine e sgretola Dumoulin: domani il trionfo a Madrid.

Una tappa epica, un’impresa straordinaria. E Fabio Aru ha messo le mani sulla Vuelta: è in maglia rossa, e domenica a Madrid sarà incoronato vincitore della 70/a edizione della corsa spagnola, il sesto italiano di sempre dopo Angelo Conterno (1956), Felice Gimondi (1968), Giovanni Battaglin (1981), Marco Giovannetti (1990) e Vincenzo Nibali (2010).

Fabio Aru, il sogno è vicino!
Fabio Aru, il sogno è vicino!

Il successo di giornata, sul traguardo della Cercedilla dopo quattro gran premi della montagna di prima categoria, è andato allo spagnolo della Lampre-Merida Ruben Plaza, autore di una grandissima azione solitaria durata oltre cento chilometri (terzo si è piazzato Alessandro De Marchi).

Ma ai fini delle classifica generale conta enormemente di più quello che è successo alle spalle dei fuggitivi di giornata.

E l’impresa di Fabio Aru è cominciata a circa una cinquantina di chilometri dalla fine, quando con il suo attacco in salita quasi alla fine del secondo passaggio sul Gpm della Morcuera ha cominciato a sgretolare la resistenza di Tom Dumoulin.

Perfetta anche la tattica dell’Astana: Mikel Landa ha assistito Fabio in salita, poi si sono rivelati strategici anche Luis Leon Sanchez e Zeits che erano in fuga e sono stati fermati per rifinire l’azione decisiva. In discesa, Dumoulin si era avvicinato fino a 10” secondi di distacco, poi ha riperso contatto ed è andato letteralmente alla deriva, finendo addirittura fuori dal podio finale.

Quel podio che domenica, in Piazza Cibeles a Madrid, vedrà sul gradino più alto Fabio Aru.

Già terzo al Giro d’Italia 2014 e secondo al Giro d’Italia 2015. E adesso primo alla Vuelta, a 25 anni compiuti da poco: più giovani di lui tra gli italiani a vincere un grande giro, di recente, solo Cunego 2004 e Saronni 1979 al Giro d’Italia.

E la meravigliosa sensazione è che questo, per Fabio Aru, sia solo l’inizio.

Fonte: Gazzetta.it

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