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Prevenzione e vaccinazioni, nessun decesso per lingua blu nel 2015

Nessun capo deceduto di Blue Tongue, la prevenzione sta dando ottimi risultati. Quest’anno il Servizio Sanità Animale della Asl di Sanluri ha effettuato un esteso e capillare programma di vaccinazione degli ovini e dei bovini. Finora state sottoposte a verifica 643 aziende zootecniche per un totale di 309.501 vaccinazioni (oltre l’80% degli animali recettivi alla malattia possiede una copertura immunitaria contro il sierotipo 1 del virus).

“La piena collaborazione degli allevatori al programma di vaccinazione ha reso possibile il raggiungimento di eccellenti risultati sanitari ed epidemiologici”, spiega il responsabile del Servizio Sanità Animale Enrico Vacca. Nel corso del 2015 non si è verificato alcun decesso animale per Blue tongue, traguardo raggiunto già nel 2014.

Prevenzione e vaccinazioni, nessun decesso per lingua blu nel 2015

Prevenzione e vaccinazioni, nessun decesso per lingua blu nel 2015

L’anno nero era stato il 2013: oltre undicimila (esattamente 11.360) ovini morti e notevoli cali di produttività degli animali infetti nell’ondata epidemica che coinvolse ben 524 aziende del Medio Campidano.

Questi importanti risultati raggiunti nel 2014 e 2015 hanno favorito la libera movimentazione e commercio di ovini, caprini e bovini (verso altri allevamenti regionali ed extraregionali e verso i macelli). Un trend che sta ridando fiducia ai tanti operatori del settore zootecnico.

Com’è ormai noto La Blue tongue (o Lingua blu) è una malattia virale ad andamento stagionale (massima incidenza a fine estate ed autunno) che comporta notevoli perdite economiche negli ovini di razza sarda a causa degli alti indici di mortalità e dei crolli di produttività degli animali infetti (a seguito di febbre, dimagrimento, ulcerazioni, cianosi delle mucose, edema, zoppia).

Anche i caprini e i bovini sono sensibili all’infezione, e pertanto fonte di contagio, ma nella generalità dei casi non manifestano sintomatologia clinica.

Ordinariamente il virus si trasmette tra gli animali attraverso l’intervento un moscerino di pochi millimetri di dimensione appartenente al genere Culicoides il quale, pungendo i soggetti infetti e nutrendosi del loro sangue, funge da vettore del virus tra un animale malato e un animale sano (l’andamento stagionale della malattia è legato alla numerosità e attività dei suddetti vettori del virus).

La cura degli animali infetti non è attuabile per cui il contrasto alla diffusione della malattia è basato sulla prevenzione mediante la vaccinazione degli animali, la regolamentazione della movimentazione degli animali provenienti dalle aree infette, la bonifica ambientale delle zone ove l’insetto si riproduce e si rifugia, i trattamenti insetticidi, la protezione degli animali dalla puntura dei moscerini (in particolare nelle ore notturne e crepuscolari).

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