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sabato, 28 Marzo 2020

Primi scatti del murale in Piazza della Resistenza

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L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza.

Parole con cui vogliamo accompagnare una prima breve carrellata dei lavori in corso per la realizzazione del murale in Piazza della Resistenza, un murale dedicato proprio ai valori della Resistenza e dei Partigiani.

Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

Questa è uno stralcio di un famosissimo brano di Antonio Gramsci, il cui ritratto, nato dal pennello di Francesco Del Casino, campeggia al centro del murale che sta nascendo. Un pensiero che va al di là del tempo e delle bandiere, portando nel 2015 valori universali di cui probabilmente anche il nostro piccolo paese ha un gran bisogno.

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.

Simone Usai

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