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Beppe, una vita da Coach

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Un campo da basket, un pallone, una lavagnetta e inizia la storia. Il personaggio di cui vi parleremo è Beppe Caboni, sangavinese, cinquant’anni e una vita trascorsa a insegnare la pallacanestro.

Beppe, una vita da Coach
Beppe, una vita da Coach

La storia inizia al Palazzetto dello Sport come per tanti sportivi sangavinesi. Sono gli anni ’90 e Beppe allena le giovanili della Vitalis, dopo aver fatto esperienza per sei anni a Elmas tra Serie B Femminile e Serie C2 Maschile col coach Gaetano Frongia, che definisce “un vero e proprio maestro”. Nella stagione 1998/99 arriva una delle tante gioie della carriera, la Vitalis Femminile allenata da Beppe è in Serie B e per un pelo non raggiunge la promozione, un’annata storica, tra i picchi più alti dello sport sangavinese. La squadra era giovane con ragazze provenienti sia da San Gavino che dai paesi limitrofi, frutto anche dell’ottimo lavoro di Aldo Serpi, uno dei pilastri dello sport nel nostro paese.

Da quel momento per coach Caboni inizia un percorso sportivo di grande rilievo e lontano dal palazzetto di Via Verga. Tre anni alla Libertas Oristano in C1 Maschile, in cui da sorpresa del campionato e senza alcun favore dei pronostici ha sfiorato la promozione in serie B. Poi altri tre anni trascorsi ad allenare la storica Esperia di Cagliari sempre in C1 Maschile e anche qui, l’esperienza fu bellissima, ma con la promozione in Serie B solamente sfiorata. Beppe passa poi al Basket Femminile, Serie A2, società Virtus Cagliari, una buona stagione dal punto di vista dei risultati, quarto posto e un inspiegabile esonero. Arriva il 2006, dopo qualche mese di pausa, arriva la prima proposta seria dalla penisola, la società toscana del Pontedera a metà stagione, si affida a Beppe per evitare i Play Out e la possibile retrocessione: obiettivo raggiunto.

Dal 2007 la sua carriera prende il volo, la prima occasione arriva ad Ancona in serie A2 Femminile, vittoria della stagione regolare ma come molti sapranno nel basket il titolo viene deciso dai Play Off, durante i quali la squadra accusa cenni di stanchezza e non riesce a conquistare la vittoria finale. Anche in Coppa Italia la squadra crolla sul più bello e perde di un punto la finalissima proprio contro il Pontedera. La stagione successiva, sempre ad Ancona un’altra grandissima stagione in cui il campionato viene perso in finale. Nel 2009 l’approdo ad Alcamo, in provincia di Trapani, altra stagione in A2 Femminile e altra bellissima esperienza sportiva e di vita. Arriva il 2010 e la chiamata di Chieti, A2 Femminile, il primo anno partito senza grandi pretese si conclude con risultati quasi storici: sia il campionato che la coppa Italia vengono persi all’ultima partita, ma tutto ciò si rivelò utile in funzione dell’anno successivo, in cui nonostante una squadra piuttosto giovane arrivò la promozione in Serie A1.

L’anno seguente, alla prima stagione nella massima categoria nazionale, non solo la squadra si salva con largo anticipo ma ottiene un settimo posto finale di tutto rispetto. Dopo questi tre anni intensi Beppe decide di prendersi un anno sabatico. La carriera riparte quindi dalla Sardegna, Cagliari, l’Olimpia in B Maschile gli offre la panchina da subentrato nel disperato tentativo di evitare la retrocessione. L’anno successivo, anche per una scelta di cuore, Beppe riparte da Ancona, ma la squadra giovane, forse troppo, e le difficoltà economiche della società marchigiana, hanno fatto interrompere la collaborazione in anticipo.

Questa è una storia in divenire, speriamo le caselle mancanti possano riempirsi ancora di successi, sia per Beppe che come segnale per lo sport sangavinese che, nonostante non sia mai stato agevolato dalle strutture presenti nel nostro paese, continua a “sfornare” personaggi che nella ribalta nazionale ottengono ottimi risultati

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