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Zafferano e marchio DOP, lettera in risposta all’articolo sulla stampa regionale

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Valentina Saba, proprietaria del marchio DOP “Zafferano Oro Rosso”, che da anni porta avanti, col suo lavoro, la cultura dello zafferano di qualità, esportandola anche oltre i confini regionali.

Due righe in merito all’articolo apparso sull’Unione Sarda di oggi 11/11/2016.

Anche quest’anno a pochi giorni, anzi ormai a poche ore, dall’inizio della Mostra Regionale dello Zafferano appare sul quotidiano regionale un articolo relativo al prodotto e al marchio DOP in particolare. Fin qui niente di male, se non che il titolo dell’articolo (peraltro ripetitivo e poco originale, in quanto già utilizzato in passato) non incentiva di certo né al proseguimento della lettura, né tantomeno invoglia i lettori a recarsi alla nostra manifestazione.

Se è vero che i produttori di Zafferano DOP certificato sono ancora pochi in un paese che risulta essere il maggior produttore in Sardegna, è altrettanto vero che molti tra i produttori di “convenzionale” si stanno piano piano avvicinando al marchio. Ottenere la certificazione infatti è una prassi impegnativa, prevalentemente dal punto di vista burocratico e non di certo relativamente alle tecniche colturali o alle procedure indicate nel Disciplinare di Produzione (peraltro stilato dai produttori stessi).

Lo Zafferano di per sé è un prodotto tradizionale regionale, per cui esistono diverse agevolazioni per i piccoli produttori, anche per svolgere le attività di trasformazione e confezionamento del prodotto, in un locale dell’abitazione di residenza, purché esso rispetti le buone pratiche igieniche indicate dalla ASL di competenza.

Nell’articolo si sottolineano infatti le opportunità offerte dal marchio DOP ma poi il titolo vanifica tutto. Mi dispiace che passi come messaggio una quasi inutilità della DOP, anche perché se vogliamo che i giovani si avvicinino a questo mondo sarebbe bene invogliarli mettendo in luce gli aspetti positivi e non demotivarli usando come pretesto il fatto che a certificare il prodotto si sia ancora in pochi.

Negli ultimi dieci anni, ossia da quando ho aderito per la prima volta e volontariamente al sistema dei controlli, io ci ho creduto (e spesso ci ho messo la faccia!) e come me gli altri tre colleghi che certificano, e mi sembra veramente triste, ma soprattutto vergognoso che nell’imminenza di una manifestazione così importante per il paese, la positività che deriva dal nostro lavoro venga demolita in questo modo da qualcuno che forse non conosce bene la realtà Sangavinese.

Invito tutti a non farsi influenzare dalle notizie apparse sul quotidiano, ma a venirci a trovare nei prossimi giorni! Saremo tutti ben felici di raccontarvi la nostra storia e ciò che facciamo per salvaguardarla!

Valentina Saba

Il trionfo dell'oro rosso

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