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DallʼEuropa una borsa di ricerca Marie-Curie per la sangavinese Laura Follesa

La sangavinese Laura Follesa è beneficiaria di una borsa di ricerca individuale Marie Slowodska-Curie (MSCA-IF) finanziata dalla Commissione Europea nellʼambito del programma Horizon 2020, teso a promuovere le prospettive di carriera scientifica dei giovani ricercatori europei.

DallʼEuropa una borsa di ricerca Marie-Curie per la sangavinese Laura Follesa

DallʼEuropa una borsa di ricerca Marie-Curie per la sangavinese Laura Follesa

Laureata in Filosofia allʼUniversità di Cagliari, con una tesi triennale su Ernst Cassirer (causalità e determinismo nella fisica quantistica) e una magistrale sulla filosofia della natura organica in Emanuel Swedenborg, la dottoressa Follesa proseguito gli studi di dottorato a Cagliari presso il Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia con una borsa messa a disposizione dalla Regione Sardegna grazie a Fondi Europei (POR FSE 2007-2013). Il corso di dottorato è stato inoltre portato avanti mediante un accordo di cooperazione internazionale tra lʼUniversità di Cagliari (supervisor Prof.ssa Francesca M. Crasta) e la Friedrich-Schiller-Universität di Jena, in Germania, dove la dottoressa Follesa ha svolto un anno di ricerca sotto la supervisione del Prof. Olaf Breidbach dellʼErnst-Haeckel-Haus. La tendenza a un approccio interdisciplinare e la predisposizione alla mobilità internazionale caratterizzano fortemente il suo percorso formativo e conferiscono un carattere innovativo e originale al progetto di ricerca, vincitore di una delle azioni promosse dallʼUnione Europea.

Il progetto “TIM-Adrastea: Herderʼs ʻthinking in imagesʼ from 1801-1803 up to nowadays” avrà la durata di due anni e verrà avviato a metà marzo 2017 presso il dipartimento di Storia della Cultura dellʼUniversità di Jena che fa capo al Prof. Dr. Michael Maurer. La ricercatrice si propone di ricostruire le ʻradici storicheʼ della nozione di ʻpensiero per immaginiʼ, a partire da una sua definizione negli scritti del pensatore tedesco Johann Gottfried Herder (1744-1803). Già in Herder, infatti, venivano messi in luce i molteplici punti di vista che consentono di comprendere la modalità di pensiero ʻper immaginiʼ come ʻalternativaʼ rispetto al pensare ʻper concettiʼ basato una logica lineare e sulla connessione causa-effetto. Il pensare per immagini si fonda su una modalità di conoscenza di tipo associativo, costituisce cioè un pensiero ʻfiguratoʼ, analogico, di cui abbiamo espressione più ʻvisibileʼ nelle arti figurative e nella letteratura, ma non solo. Esso comprende in realtà tutti gli ambiti della vita umana, dal sogno al funzionamento della memoria, dalle modalità di pensiero dei bambini ai ʻdisturbiʼ della psiche, fino a coinvolgere anche alcuni aspetti della conoscenza scientifica. Per la sua ampiezza e complessità il tema implica un forte carattere interdisciplinare che mette in dialogo la storia della idee idee e della cultura con altre discipline scientifiche, quali le neuroscienze, la biologia, la fisica teorica.

Fondamentale, per la preparazione e la vincita della borsa europea, è stata lʼesperienza di ricerca presso le due Università di Cagliari e di Jena e la partecipazione come relatrice a convegni internazionali, oltre alla pubblicazione di diversi lavori nellʼambito della storia delle idee e della scienza. Anche lʼintensa attività progettuale di natura ʻnon accademicaʼ svolta da quasi dieci anni, a titolo volontario, presso lʼAssociazione Delfino ONLUS, che opera a San Gavino Monreale a favore delle persone con disabilità, ha fornito motivazioni ulteriori per la scelta del tema e lʼelaborazione del nuovo progetto di ricerca. Per lʼAssociazione sangavinese la dottoressa Follesa ha curato numerosi progetti, alcuni dei quali hanno ottenuto un finanziamento da enti come la Regione Sardegna (Piano straordinario per lʼoccupazione e il lavoro anni 2012-2014) e dalla Fondazione di Sardegna. Anche recentemente infatti, il progetto “La Sardegna secondo noi: vista e interpretata dalle persone con disabilità attraverso la pittura e il teatro” ha ottenuto un secondo finanziamento da parte della Fondazione di Sardegna, che consentirà alle persone specialmente abili ragazzi di cimentarsi, con il supporto di esperti e di volontari, nello scambio di conoscenze sulla ʻSardegnaʼ attraverso il loro speciale punto di vista. Lʼidea di fondo del progetto è lʼesistenza una modalità di conoscenza ʻalternativaʼ a quella concettuale, che procede attraverso lʼarte, la musica, la recitazione, la narrazione corporea e per immagini.

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